Benito Mussolini, storia d'Italia, la seconda guerra mondiale
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Benito Mussolini (una storia italiana)
nato il 29 luglio 1883 a Predappio alle 11:42 del mattino

Nel corso del 1911, fra le tante manifestazioni (e scioperi) anche violenti in molte città d'Italia contro la guerra turca a Tripoli e Bengasi, una di queste manifestazioni in particolare assume rilevanza storica, quella di Forlì dove a guidarla è il figlio di un fabbro e di una maestra elementare di Dovia-Predappio: di 27 anni, già con un ricco passato di antimilitarista e di militanza socialista. Da tempo - per come si comportava dentro e fuori la sezione- soprattutto con la sua irruenza nei comizi- aveva già ricevuto dai suoi colleghi socialisti l'appellativo di Duce.


Si chiamava MUSSOLINI, di nome BENITO


Il Padre, Alessandro Mussolini ammirato dalle gesta di Benito Juarez, impose questo nome al suo primo figlio quando nacque il 29-7-1883. La moglie, insegnante oltre che madre di questo bambino (in mezzo a molta miseria - dove metà della popolazione di Dovia nell'arco di pochi anni era già emigrata in Brasile), fu anche la maestra di suo figlio. E lui stesso poi prese il diploma di maestro, frequentando la Scuola dei preti Salesiani. In questa scuola fu descritto come: "Giovane irruente, impulsivo, ribelle, ma molto intelligente" anche se una nota del direttore inviata ai genitori puntualizzava che "...la sua natura non é acconcia a un sistema di educazione di un Collegio Salesiano". Di lui come ragazzo, gli amici coetanei dicevano "non discute, picchia". Ma era anche intelligente ed estroso, visto che a scuola in un tema "Il tempo è danaro" fece lo svolgimento in una sola riga; "Il tempo é moneta, perciò vado a casa a studiare geometria, perché sono vicini gli esami, non le pare signor professore la cosa più logica?"
E non studiava solo quella, ma Storia, Politica, Musica, Poesia. Divenne infine Maestro, ma il fascino di arringare la folla era il suo debole, tenne discorsi celebrativi su Verdi, Garibaldi e altri, che entusiasmavano i presenti con le arringhe, dove poi, quasi sempre, lui sconfinava nella politica più accesa, coinvolgendo le masse con i suoi caratteristici atteggiamenti e una passionale oratoria.

Insegnava a Gualtieri (che era il primo comune conquistato in Italia dai Socialisti), ma presto, pur avendolo nominato i socialisti Capo Sezione, gli venne a noia e emigrò in Svizzera. Due anni e mezzo in giro a fare lo sfaccendato, il disoccupato, il poveraccio, l'insegnante di italiano agli immigrati; ma intanto frequentava le lezioni di economia-politica di VILFREDO PARETO il grande economista (borghese) che insegnava a Losanna; e nel frattempo leggeva molto.
Sue letture preferite: Nietzsche, Marx, Schopenhauer. E scrive anche qualcosa, Ma nei suoi primi scritti non esordisce rivoluzionario; usa il gergo socialista che ha assorbito a casa, anche se in questo primo periodo svizzero (1902-1904) il suo inizia a essere originale soprattutto quando i dibattiti fra riformisti e rivoluzionari si fecero roventi. Non ha ancora un pensiero politico autonomo, ma è già un dialettico rivoltoso (del resto era a contatto anche con l'ambiente anarchico) e in questi primi interventi (su L'Avvenire del Lavoratore, Il Proletario, Avanguardia Socialista) si permette già di scrivere che "il socialismo è un vasto movimento pietista, non l'avanguardia vigile del proletariato, ma una accolta di malcontenti, con alcuni vanitosi già compromessi con la borghesia che li usano proprio per far naufragare il socialismo". Sono dunque già frasi in libertà, fuori da certi rigidi schemi.
Infatti con le varie scuole, le varie dottrine, le frequentazioni e le letture più diverse nel 1909 lo ritroveremo già autonomo, con la sua ideologia già in embrione.

Dopo 2 anni in Svizzera, fece una breve visita in Italia alla madre malata, ma aveva 21 anni e a casa trovò la cartolina di leva. Per evitare il servizio militare, contraffece la data sul passaporto e riespatriò in Svizzera, ma il documento falsificato fu scoperto alla frontiera.
Fu quindi espulso, mentre nel frattempo in Italia lo condannavano per diserzione. I giornali socialisti enfatizzarono, uno scrisse: "E' stato cacciato dalla Svizzera il socialista Mussolini, il grande duce della "Prima" sezione socialista d'Italia". Era la prima volta che veniva usato il titolo di duce, che ricordavano gli antichi condottieri romani, ed era anche la prima volta che veniva indicato come grande. Mussolini aveva poco più di vent'anni ed entrambi i due titoli non gli dispiacquero proprio per nulla.

In Italia, ci fu proprio quell'anno l'amnistia per i reati anche di diserzione. Provvidenziale perchè gli evitò una condanna, ma il soldato dovette farlo, a Verona nel 10° reggimento bersaglieri. Ci stava apparentemente bene, tanto che si prese perfino le lodi e i gradi di caporale, ma era di idee antimilitariste e predicava la diserzione quando scriveva agli amici. Congedato, fece il maestro a Tolmezzo, poi anche lì divenne insofferente all'ambiente.

Andò a fare il maestro a Oneglia, in Liguria, dove si mise a dirigere con impegno anche un piccolo foglio socialista "La Lima". Qui scopre la sua "strada", il giornalismo, quello "rovente" e anticlericale, infatti, negli articoli si firma "il vero eretico", con accuse ai preti di essere "gendarmi neri al servizio del capitalismo". Durante gli scioperi accennati all'inizio, Mussolini entra subito in diverbio con gli interventisti.
A un capo crumiro, con una mazza in mano minaccia di spaccarlo in due, l'altro non sta al gioco, va a denunciarlo, la sera stessa è arrestato, processato per direttissima e condannato a 3 mesi. Conosce il carcere per 15 giorni; uscito, si ributta in politica, ma alla fine emigra nuovamente all'estero, a Trento (allora austriaca) dove passa intere giornate nella biblioteca comunale a leggere storia e saggi politici, e nello stesso tempo a studiare il violino ("se diventerò bravo ho un mestiere di riserva"), infine trova la tanto sospirata occasione di poter dirigere un foglio.

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É "L'Avvenire del lavoratore", gli da' impulso, dinamismo, fa raddoppiare le copie del giornale. CESARE BATTISTI il più attivo del socialismo trentino che dirige il "Popolo" lo scopre e lo vuole con se'; lo nomina Redattore Capo. Proprio Battisti nel presentarlo per la prima volta sul giornale, così lo descrive, "é uno scrittore agile, incisivo, polemista, vigoroso, con una buona cultura, multiforme e moderna", ma subito dopo gli diventa scomodo, incontrollabile e perfino pericoloso, perché Mussolini é impulsivo, interviene con rudezza con tutto il peso delle sua presa di posizione estrema e rigida che inaspriscono le polemiche con gli austriaci per l'autonomia del trentino, mentre Battisti sta operando in un modo più diplomatico, pur dicendo velatamente le stesse cose. Inoltre Battisti non voleva inimicarsi il clero locale, molto legato all'Austria. Non rompe del tutto i rapporti, ma dopo un mese Mussolini già non scrive più sul suo giornale.

A Mussolini, Trento, gli sembrò troppo clericale, e aveva anche una profonda avversione per un giovane leader dei cattolici. Era Alcide De Gasperi che dirigeva Il Trentino e dalle sue colonne rimproverava gli insulti che lanciava il suo collega; ma Mussolini con i suoi articoli a sua volta lo attaccava, lo definiva "pennivendolo" "uomo senza coraggio" "un tedesco che parla italiano, protetto dal forcaiolo, cattolico, feudale impero austriaco e quindi un servo di Francesco Giuseppe". L'attacco ai preti intanto continuava. Gli avversari politici lo chiamavano "il cannibale dei preti", e quando in un paesino di Trento si scoprì una storia boccaccesca fra una contadina (in vena di santità) e il parroco locale, che l'aveva messa incinta più volte, Mussolini con la sua vena di scrittore salace, irriguardoso e fantasioso scatenò un putiferio nel raccontarne i retroscena, con il preciso intento di ridicolizzare tutto il clero locale.

In questo clima rovente, come agitatore più che polemista, che metteva a rumore la città, Mussolini non poteva durare, infatti, la gendarmeria austriaca su segnalazione di anonimi, l'accuso' assieme ad altri suoi amici irredentisti del furto in una banca, gli perquisirono l'abitazione, forse trovarono manifestini anti-austriaci, alcune copie del suo giornale che andava spesso sotto sequestro, trovarono insomma la "giusta causa" e una vaga motivazione per l'arresto e per sbatterlo in prigione. Dopo aver odiato gli svizzeri, Mussolini in galera iniziò a odiare i trentini austriaci, quando, pur non provata né trovata nessuna accusa, seguitarono a tenerlo in carcere senza un preciso motivo. Tanto che per protesta, e informando i socialisti con chissà quali mezzo, iniziò a fare un plateale sciopero della fame per attirare l'attenzione.

Per non farlo diventare un pericoloso martire dei socialisti o creare incidenti diplomatici, i gendarmi lo accompagnarono con i soli vestiti sdruciti addosso al confine di Ala, e lo diffidarono a non mettere più piede nella terra del Kaiser. Mussolini raggiunta Verona a piedi, racimolato qualche soldo alla stazione per il viaggio in treno, rientrò a Forlì, dove visibilmente umiliato passò l'inverno ad aiutare il padre vedovo a servire clienti in un osteria gestita assieme a una certa Annina Guidi, una sua vecchia amante, che morta la moglie si era deciso a viverci insieme, gestendo con lei appunto la trattoria. Un antico rapporto questo che alcuni mormoravano che da lei aveva avuto quella bimba cui avevano dato il nome di Rachele, e che la donna allevò. Benito aveva conosciuto Rachele bambina prima di andare in Svizzera, ora al suo rientro l'aveva ritrovata donna e piuttosto attraente; le sue attenzioni furono pari a quelle della fanciulla che a sua volta si invaghì presto del fratellastro.
Forlì' gli stava stretta e lo divenne ancora di più quando anche in questa città lo arrestarono e lo misero di nuovo in carcere per quindici giorni per aver fatto un comizio non autorizzato.

Nel comizio, teorizzava la rivolta, e incitava a dare alle fiamme il Codice, ne auspicava un altro con nuove leggi. Il suo attivismo lo portava a porsi al di sopra delle comuni norme, e quindi auspicava la "necessità della rivolta". Leggendo Nietzsche lo aveva colpito una frase "vivere pericolosamente", e ne fece il proprio motto, tanto che pubblico' un saggio in tre puntate sul giornale "Pensiero Romagnolo", La filosofia della forza, dove troviamo il pensiero del filosofo tedesco (il superuomo nicciano) che indubbiamente lo aveva affascinato e conquistato (altrettanto quello di G. Sorel - La funzione della violenza nell'agire storico).

In carcere in quei pochi giorni dove era stato ospite utilizzò il tempo a scrivere. Dopo l'esperienza fatta a Trento, dove si era documentato storicamente di un certo periodo della vita politica di quel paese, scrisse un breve satirico romanzo proprio sul Trentino. Cesare Battisti lo pubblicò a puntate sul "Popolo", a 15 lire a puntata, e il pubblico lo lesse avidamente. Era un racconto fantapolitico "Claudia Particella, l'Amante del Cardinale", un modo per far la "sua" feroce propaganda politica anticlericale, irridendo i cattolici bigotti.
Ma Forlì dopo le vicende del carcere gli divenne antipatica, anche perchè inutilmente bussò a tutti i giornali; infine pensò di emigrare anche lui in Brasile, come avevano fatto tanti abitanti del suo paese Dovia; infatti aveva tanti vecchi amici di infanzia che appunto in Sud America erano emigrati.

Valutò pure di accettare un posto come messo comunale ad Argenta; "sono stanco di stare in Romagna e sono stanco di stare in Italia", scrive a tutti; ma il 9-1-1910 la federazione socialista di Forlì lo nomina segretario della federazione e gli fa dirigere i quattro fogli di "Lotta di Classe". Mussolini e' entusiasta, vede già il suo successo, ne e' convinto, e' sicuro di sè, si sbilancia anche troppo "alla prossima ventata spazzerò via Giolitti", ed economicamente non teme più il futuro perchè prende 120 lire al mese; tanti da mettere su anche famiglia; infatti dopo 8 giorni torna a casa e presa Rachele sotto braccio, comunicò al padre e alla matrigna che sposava la sorellastra "senza vincoli ufficiali, ne' civili, ne' religiosi", e con una pistola in mano minacciò in caso di diniego il duplice suicidio. La notte stessa prese due lenzuola, quattro piatti con le posate, la rete di un letto e con Rachele si trasferì in una stanza in affitto con cucinino a 15 lire il mese; "mise su casa". Era il 17 gennaio del 1910.

Mussolini aveva 27 anni e Rachele 17. Dopo 9 mesi, il 1° settembre 1910 nasceva Edda. 27 giorni dopo si svolse lo sciopero di Forli! Con Mussolini attivista in prima fila; un po' troppo, tanto che gli valse questa volta la condanna a cinque mesi di carcere. Comunque una galera utile per trasformarsi in vittima, in martire e quindi diventare ancora più popolare. (Hitler nel '23, a Monaco ottenne lo stesso risultato, il processo e la condanna per il putsch, fu il suo trionfo).

Così popolare che nel 1912 Mussolini lo troviamo a dirigere l'organo del partito socialista L'Avanti. Si fa portavoce del proletariato ed inizia il 7 gennaio 1913 una feroce campagna contro "gli assassinii di Stato". Con indignazione si era scatenato per gli incidenti mortali verificatisi durante gli scioperi dei lavoratori che chiedevano miglioramenti salariali, riduzioni d'orari, previdenze, pane e lavoro. Conflitti dove scopriamo all'interno di queste manifestazioni non solo una forte tensione sociale fra padronato e operai, ma anche la prima forte spaccatura dentro i sindacati socialisti, tra i riformisti e i rivoluzionari. Due correnti di pensiero che divideranno in eterno le sinistre; e non solo quelle italiane.

Poi venne la ferale notizia da Sarajevo. L'inizio di quella che doveva essere per tutti una breve guerra, si trasformò ben presto -dopo le prime battute- in una guerra mondiale che andrà a cambiare il mondo. Crolleranno tre imperi, il Reich tedesco verrà sbriciolato, muterà l'intera politica del vecchio continente, nasceranno due grandi influenze ideologiche, e l'intera economia mondiale inizia a prendere due sole direzioni; che non viaggiano in parallelo, ma inizieranno a correre una contro l'altra fino al grande scontro ideologico. Ognuna durante questo lungo viaggio cercando -con tutti i mezzi- di allargare il proprio regno; che questa volta non è quello di uno Stato, nè quello di un Continente, ma è in gioco l'egemonia sull'intero Pianeta. Una lotta che ben presto sarà ingaggiata più solo da due giganti.

MUSSOLINI dallo stesso giornale, il 20 settembre 1914 lo troviamo prima contro l'intervento in guerra dell'Italia, promuovendo perfino un plebiscito pacifista, poi subito dopo il 18 ottobre 1914 (l'articolo é una "bomba") lo troviamo improvvisamente schierarsi a favore; titola "da una neutralità assoluta alla neutralità attiva e operante" che gli costa la radiazione dal giornale e dal partito, il PSI. Un socialismo neutralista ad oltranza, che già in crisi con la disgregazione dell'Internazionale socialista, messo di fronte alle scelte sull'intervento in guerra, che tutti ormai consideravano imminente, e nelle alte sfere necessaria per biechi motivi, lo troviamo -il partito socialista- schierarsi contro la guerra e iniziata questa a promuovere il disfattismo, e fin dall'inizio il suo fallimento. Mussolini non é disposto ad accettare questo fallimento né le limitate vedute di molti dirigenti del suo partito.
L'idea che si é fatta Mussolini (ed é l'unico ad avere una certa lucidità in anticipo sui tempi) é che la rivoluzione socialista é fallita prima ancora di iniziare, e mai il socialismo potrà uscire dalla guerra, vinta o persa, con nuove prospettive.
Le masse - andava dicendo Mussolini - i milioni di individui, dopo aver combattuto, potranno imporre domani, a vittoria ottenuta, la propria pace alla borghesia con tutte le carte in regola, perché avranno una propria forza autonoma per farlo, e non avranno bisogno dei socialisti. A guerra persa invece le colpe ricadrebbero solo sui socialisti, che il conflitto non lo volevano e hanno sempre disprezzato chi era stato chiamato a parteciparvi: (tanti, tantissimi, saranno quattro milioni e mezzo di uomini).

Insomma i socialisti erano dentro un vicolo cieco. Questo in sostanza aveva sostenuto Mussolini alla vigilia del conflitto, e il ragionamento era impeccabile; ma il guaio grosso fu che la guerra che doveva essere "lampo" fu invece lunga e quando finì terminò in un modo anomalo, non accontentò proprio nessuno; infatti i vincitori (per come furono trattati a Versailles) si ritrovarono in mano quella che fu poi definita una "vittoria mutilata"; in altre parole, una frustrazione per entrambi, per chi l'aveva sostenuta la guerra e combattuta (Mussolini e i 4,5 milioni di Italiani) e chi aveva remato contro e profetizzato il totale fallimento (i socialisti - questi erano convinti di poter fare dopo la guerra la rivoluzione del proletariato).

Il 15 novembre del 1914, dopo l'articolo "bomba" e dopo la radiazione all'Avanti, MUSSOLINI fonda a Milano il Popolo d'Italia (finanziato e non del tutto disinteressatamente dalla Edison, dalla Fiat di Agnelli, dall'Ansaldo dei fratelli Perrone ecc. ecc.) con un indirizzo antisocialista, e con iniziali palesi appoggi all'irredentismo che va predicando D'Annunzio e De Ambreis (Ma poi con la "Vicenda Fiume" Mussolini prenderà le distanze dai due "rossi" - vedi partendo dal 1919).
Infine il 6 maggio del 1915, l'altra "bomba": Mussolini esce con l'articolo "E' l'ora". Poi abbandona non del tutto il giornale (terrà un diario di guerra fino al febbraio 1917) e molto coerentemente con quello che ha scritto, si offre volontario.
Non è il solo, parte D'Annunzio, parte Marinetti, e parte Cesare Battisti che incita "tutti al fronte con la spada e col cuore", poi in agosto parte finalmente anche Mussolini.
C'è in questo slancio forse anche un motivo umano, lui odia gli Austriaci; il suo é anche un conto personale da regolare! I giorni di carcere a Trento, le accuse infamanti, e le umiliazioni ricevute hanno lasciato il segno!

Al fronte Mussolini non ha la vita molto facile, sia con i soldati che lo ritengono un interventista e sia con lo Stato Maggiore che diffidano di questo ambiguo soggetto fino a ieri a sinistra come oppositore all'intervento. Era nota la sua renitenza, il suo antimilitarismo in piazza del 1911-12, e il suo passato di socialista.
Al Distretto non si fidano proprio. Senza tanti riguardi al suo diploma e al suo mestiere di giornalista lo mandano al fronte, come soldato semplice col grado di caporale. Dopo 16 mesi di guerra, per quaranta giorni Mussolini va anche in trincea, sul Carso, in prima linea sotto le granate austriache; si guadagna perfino il nastrino. Nel febbraio 1917 una sventagliata di schegge, non proprio del nemico, lo colpisce. Resta gravemente ferito. Trascorre in stampelle quattro mesi all'ospedale di Ronchi. Qui nel portare conforto ai feriti troviamo una visita di Re Vittorio Emanuele III. Di certo non immagina nemmeno lontanamente, nel preoccuparsi della salute e nello stringere la mano di questo semplice caporale sulle grucce, di trovarsi di fronte all'uomo che fra soli 5 anni legherà il suo destino a quello di Casa Savoia e a tutta la sua dinastia. Il Destino se era da quelle parti a fare qualche scherzo, quel giorno ne organizzò uno dei più singolari.

Dopo la convalescenza, MUSSOLINI rientra al giornale nel luglio 1917. Le cose in Italia sono molto cambiate nel frattempo, l'interventismo, dopo tre anni di guerra, quasi inutili sul piano militare e politico, é in crisi, e sembra - dopo Caporetto- che il disfattismo socialista fra le masse trovi un buon appoggio. Così andava dicendo Cadorna per giustificare i suoi tragici rovesci.

Ma non é così, Mussolini è molto attento, si accorge che le masse hanno avuto uno scollamento dal socialismo e che questo (dopo la disfatta di Caporetto del 24 ottobre) non può certo aspirare alla vittoria di una rivoluzione dopo una guerra persa. Infatti le cose cambiarono, per tanti motivi, interni ed esterni. E anche per tante coincidenze a favore. L'entrata in guerra degli Usa, la Rivoluzione d'Ottobre in Russia, le Germania in difficoltà (più politicamente che militarmente), l'Austria in sfacelo, ecc.

Alla fine, la guerra non fu persa, ma nemmeno vinta, passerà alla storia come la "vittoria mutilata" dopo le liti a Versailles con Wilson. Questo finale andò ancora di più a complicare le cose. Non c'erano politicamente né vinti né potevano rallegrarsi quelli che la guerra l'avevano boicottata con il disfattismo. Con troppo accanimento, questo esito negativo (nonostante tanta retorica e i proclami) dai socialisti fu fatto pesare molto ai reduci; "che cosa vi dicevamo, ecco il risultato!" e giù il resto. Non era certo il modo migliore per fare proseliti nel chiamarli grulli. E chi era ritornato dal fronte (ed erano quasi 5 milioni) non voleva certo sentirselo dire, dagli "imboscati" poi.

Quello che temeva Mussolini accadde, come aveva previsto e profetizzato. I socialisti riformisti (con Treves e Turati) sono in difficoltà più di prima della guerra, e nemmeno parlarne di poter avviare un dialogo con i padroni; questi invece di concertare hanno preferito la linea dura, si sono uniti e hanno adottato la strategia delle serrate.
Mentre i massimalisti dichiaratamente rivoluzionari (con Gramsci e Bordiga) guardano con molta attenzione i fatti russi che avrebbero potuto far aprire delle nuove prospettive; la prossima fine del capitalismo con la tanto attesa rivoluzione. Ma non hanno i seguaci, hanno solo i pochi (e difendono solo questi) che ancora lavorano e che sono poi quelli che non hanno fatto la guerra. Non hanno nemmeno le masse contadine (che per la maggior parte non sono salariati ma sono 3 milioni di piccoli proprietari di "fazzoletti" di terra) tutti timorosi di perdere con l'avvento del bolscevismo il loro "orticello", quindi sordi a tutte le sirene comuniste.
Insomma nelle due correnti, e tra queste e le masse si è creata una barriera di totale incomunicabilità. Non esiste più spazio per i socialisti. Mussolini è lapidario, caustico ma anche realista "Vogliono fare la rivoluzione, ma se li contiamo i conti proprio non tornano"

Mussolini se ne convince ancora di più quando inizia a vedere i pessimi risultati della Rivoluzione Russa. "Bello i soldati uniti al popolo! Bello il collettivismo! Bello la distribuzione delle terre! Male invece i nuovi dittatori statali nelle fabbriche e nelle campagne". Non era questo il socialismo che Mussolini sognava da giovane. In Russia il "padrone" autoritario e il grasso borghese zarista, usciva dalla porta e rientrava dalla finestra con la nascente "borghesia" statale di partito, ancora più autoritaria e peggiore della precedente perchè non possedeva capacità tecniche e organizzative. Gli esaltati operai credevano di poter mettere in riga i cervelli del vecchio management o impunemente insultare i vecchi padroni. Lenin dimostrando subito i propri limiti e le incapacità a organizzare uno Stato così vasto e burocraticamente così complesso, ha dovuto richiamare in fretta e furia ai loro posti nei vari apparati gli stessi funzionari zaristi, e nelle grandi aziende i vecchi padroni, per riuscire a sopravvivere ed evitare il totale fallimento della rivoluzione che si stava avviando nell'anarchia. E quelli non si fecero pregare; soltanto che borghesi erano e borghesi rimasero. Non al soldo del padrone ma del Partito, che in quanto a zarismo poteva competere.

Mussolini lo troviamo quindi a guardare in altre direzioni; é il momento della sua "conversione" totale. Finita la guerra, se già aveva quelle idee gia descritte sopra, ma non ancora applicate, dopo una cocente sconfitta elettorale, profondamente mutato, lo ritroviamo nel 1920 a guidare quel movimento politico che presto lo porterà al potere.

(VEDI A PARTIRE DAL 1920 IN POI)

C'erano tutte le condizioni a favore: buona parte del proletariato senza lavoro, il ceto medio deluso, la rabbia degli ex combattenti e la rottura dentro le file dei cattolici. Ma c'era soprattutto la nuova borghesia industriale che iniziava a combattere le feudali energie latifondiste che si opponevano con forza a tutti cambiamenti di una nuova società. Non a caso il fascismo nasce in via San Sepolcro in una saletta messa a disposizione dal Circolo industriale (l'Associazione Industriale -poi Confindustria) nasce proprio in quel 1920). E ovviamente ad ascoltarlo non ci sono solo i "camerati" o solo gli "arditi" , ma ci sono soprattutto gli industriali (con addosso la tremarella, causata dal bolscevismo - Loro nel fare le serrate non è che avevano risolto il problema. Lo avevano solo rimandato. In certi casi inasprito).

Mussolini quasi più convinto di molti industriali, non credeva alla fine del capitalismo. Perchè non credeva alla forza disordinata delle masse. E soprattutto non credeva negli ottusi capi.
Lo aveva scritto infatti su Utopia ancora nel 1915: "I socialisti commettono un gravissimo errore, credono che il capitalismo ha compiuto il suo ciclo. Invece il capitalismo è ancora capace di ulteriori svolgimenti. Non è ancora esaurita la serie delle sue trasformazioni. Il capitalismo ci presenta una realtà a facce diverse: economica, prima di tutto".

Poi nel 1917 frenando gli entusiasmi dei primi confusi progetti russi: "....La rivoluzione non è il caos, non è il disordine, non è lo sfasciamento di ogni attività, di ogni vincolo della vita sociale, come opinano gli estremisti idioti di certi paesi; (il riferimento alla Russia è chiaro. Ndr) la rivoluzione ha un senso e una portata storica soltanto quando rappresenta un ordine superiore, un sistema politico, economico, morale di una sfera più elevata; altrimenti è la reazione, è la Vandea. La rivoluzione è una disciplina che si sostituisce a un'altra disciplina, è una gerarchia che prende il posto di un'altra gerarchia" (1917, 26 luglio, Il Popolo d'Italia)

Agli operai poi, nel 1921, quando la svolta fu decisamente tutta a destra (e i primi fallimenti in Russia di Lenin erano ormai risaputi), MUSSOLINI così affrontò il proletariato: "La parola socialista nel 1914 aveva un senso, ma ora è anacronistica..... bisogna esaltare i produttori perché da loro dipende la ricostruzione.... e ci sono proletari che comprendono benissimo l'ineluttabilità di questo processo capitalistico....produrre per essere forti e liberi...." - "le dottrine socialiste sono crollate, i miti internazionalistici caduti, la lotta di classe è una favola". Voi non siete tutto, siete soltanto una parte, nelle società' moderne. Voi rappresentate il lavoro, ma non tutto il lavoro e il vostro lavoro é soltanto un elemento, nel gioco economico. Finché gli uomini nasceranno diversamente "dotati", ci sarà sempre una gerarchia delle capacita'". - "Non basta essere in tanti, ma si deve essere preparati".

Poi Mussolini rincarò la dose "Se per gli interessi nazionali bisogna lottare contro il socialismo e se
occorre sostenere i proprietari terrieri e i produttori per non causare lo sfascio della società in una
rivoluzione o in una guerra civile, allora il fascismo si schiererà con la borghesia".

Il 1° agosto dell'anno precedente al suo giornale -Il Popolo d'Italia- aveva già cambiato il sottotitolo. Da Quotidiano Socialista -dopo aver ricevuto ulteriori finanziamenti dagli industriali- lo aveva abilmente sottotitolato: Quotidiano dei combattenti e dei produttori. Poi il 1° gennaio del '21, sarà ancora più esplicito (arrivano i finanziamenti dei "siderurgici"), e metterà il motto di Blanqui "Chi ha del "ferro" ha del pane". Il patto con gli industriali era ormai senza più sottintesi (e quando andrà al governo alla fine del 22, suo primo pensiero fu quello di abrogare la legge sulla nominatività dei titoli. Gli industriali tirarono un sospiro di sollievo. Infatti molti capitali erano nel frattempo emigrati all'estero.

ALBERTINI il direttore del Corriere della Sera così salutò la "svolta": "il fascismo ora interpretato é l'aspirazione più intensa di tutti i veri italiani" (ovviamente si riferiva a una piccola minoranza di italiani, quelli che avevano i titoli al sicuro).
La Stampa di Torino "Il governo Mussolini é l'unica strada da percorrere per ridare agli italiani quell'"ordine" che tutti ormai reclamano intensamente".
(Ci fermiamo qui ai due maggiori giornali. Tutti gli altri si unirono al coro)

Tutto questo accade nel 1921. L'anno della grande crisi dovuta proprio al critico dopoguerra che si trascina da più di due anni nell'immobilismo politico più intollerabile. La disoccupazione è aumentata di sei volte rispetto l'anno precedente, già molto alta (4.593.000 gli scioperanti in due anni).
La riconversione dell'economia di guerra verso una produzione di pace, nella sua lentezza e senza una avveduta guida governativa, provoca una disoccupazione che sembra avere imboccato una strada senza ritorno. A renderla drammatica sono poi i debiti di guerra, con le banche in sofferenza, anche se sono piene di soldi degli speculatori, che però non hanno certo la "vocazione" di puntare sulle nuove "scommesse" dei piccoli imprenditori. Le piccole industrie quindi sono senza capitali e con un mercato dei consumi che precipita sempre di più a picco per la poca liquidità circolante nella popolazione che ha nelle sue file 4.500.000 di ex combattenti senza lavoro (cui si sono aggiunti quelli (chiamati imboscati da chi era tornato dal fronte) che finita la intensissima (14 ore al giorno) produzione di guerra, sono stati mandati a casa). Infine, a forte rischio, perfino il rimborso dei prestiti di guerra (Buoni del Tesoro) sottoscritti dai risparmiatori. E sono tanti questi malcapitati, tutti appartenenti alla classe media. Tutti in preda alla più nera disperazione: una mina vagante questa categoria che vede davanti ai suoi occhi la grande industria e le banche rifiutarsi di accollarsi i debiti nonostante gli ingenti profitti fatti con la guerra; e ha -anche questa categoria- la netta impressione di essere stata tradita, come i reduci. (da notare che tutto questo sta accadendo contemporaneamente anche in Germania)

Poi arrivò anche il colpo di grazia con la "caduta" (prevedibile da mesi - ed era già iniziata la fuga dei grandi capitali fatti dagli "squali") della Banca di sconto. La disperazione della piccola industria, degli artigiani dei coltivatori e dei risparmiatori fu comune, divenne una cosa sola. Quando il Tesoro farà i conti dei debiti, i propri, più quelli contratti con gli alleati, con le cifre che sono di dominio pubblico, le speranze dei risparmiatori di riavere indietro i soldi furono quasi nulle. Forse i pronipoti nel 1988! Questa é la data degli impegni assunti con l'Inghilterra e l'America per i rimborsi. Altro che guerra vinta! Ogni nuovo nato si portava dietro fino a sessantaotto anni la "follia" della Grande Guerra, che era più coerente averla chiamata "La Grande Obbligazione a futura memoria".

La soluzione che ha adottato il governo per far fronte ai debiti e alle spese sostenute in guerra è stata quella di aumentare le tasse; con la conseguenza di far aumentare il costo della vita e ha bloccato ulteriormente gli investimenti produttivi. Ma quello che indignava i 4.500.000 reduci, era che il denaro ricavato dal maggior prelievo fiscale serviva buona parte solo per pagare gli interessi dei Buoni del Tesoro (90 miliardi che erano stati emessi per finanziare la guerra) posseduti da chi la guerra non l'aveva fatta, e che ora con il paese dissanguato da uno stillicidio di tasse, quel parassita ci guadagnava pure!

Una realistica analisi la fece De Ambris (l'amico di D'Annunzio nell'avventura di Fiume) ed allarmò ancora di più: lo Stato tassando in questo sciagurato modo, causava la paralisi della produzione e gli investimenti, facendo salire l'inflazione e la disoccupazione. Inoltre essendo il debito troppo grande, "non lo avrebbe mai annullato questo debito". Occorrevano decine di anni. Tanto valeva correre il rischio di fare una rivoluzione, e anche se era una oscura "avventura", non c'erano altri sbocchi in questo quadro globale confuso, contraddittorio, ma anche piuttosto drammatico.

La guerra ha provocato dunque due fenomeni. 1) L'industria pesante ha registrato un enorme sviluppo con la produzione bellica; che però é andata a drenare e a convogliare tutte le risorse disponibili nel modo più selvaggio, favorendo solo su un ristretto gruppo di industriali (si pensi alla Ansaldo e alla Fiat, entrambe dall'inizio alla fine della guerra, passarono da 5.000 a 50.000 operai); scarsa -per non dire nessuna- considerazione sulla media e piccola impresa che, rimasta senza risorse (prima, durante e ancora peggio dopo la guerra), in pochi anni era quasi scomparsa. Il conflitto ha accelerato così il processo di concentrazione sia industriale sia bancario. Negli anni di guerra il legame grande industria-banca si é fatto sempre più stretto. A guerra finita -finite le commesse militari- entrata in crisi la prima, l'altra seguì la stessa sorte ma senza tanti traumi, anzi si prese il lusso con i capitali accumulati e le quote di azioni e gli immobili fagocitati in cambio di crediti inesigibili, di riuscire a traghettare il potere dello Stato a questa nuova emergente forte borghesia, non aristocratica, ma altamente produttiva, persino da proteggere (Come l'invio dell'esercito ai cancelli della Fiat per far entrare i "crumiri" disponibili a sostituire i "ribelli").

E' il primo passo di un patto scellerato dell' impotenza politica, che (servilmente) ipocritamente si giustifica (chi ha messo in bocca queste frasi lo possiamo solo immaginare) con quello che sarà d'ora in poi un ritornello: "lo facciamo per salvaguardare il patrimonio produttivo del Paese, per salvare l'occupazione, per dare lavoro a tutti". In nome di questa "evangelica missione", le altre armi ricattatorie dei poteri forti saranno in seguito anche le innumerevoli sollecitazioni a svalutare la moneta, con tutte le conseguenze negative sulle importazioni di beni di prima necessità; perfino alimentari. Poi questo durerà fino alla fine degli anni Novanta, con Mussolini prima e senza Mussolini dopo. O con il fascismo o con la repubblica, i ricatti sempre gli stessi erano.

Avviene poi il secondo fenomeno che è l'effetto del primo: questa nuova classe, ora chiamata dei "grandi produttori", moderna e spregiudicata, divenuta forte, progressivamente esautora non solo i sindacati ma anche la classe politica, ormai logora, antiquata, anacronistica, fatta di conservatori, di aristocratici, di borghesia liberale ma con il Dna feudale, avversi ad ogni mutamento. La grande industria é costretta (e fa di tutto) a scaricarla se vuole andare avanti con certe ambizioni per imitare il modello americano.

La nuova classe -poche famiglie- sono ora i padroni dell'Italia. D'ora in avanti qualsiasi politico dovrà fare prima i conti con loro, perchè sono in grado di crearli e anche di distruggerli i politici. Di condizionarne le scelte economiche e gli indirizzi. Divenuti potenti, la grande industria e le grandi banche sono una forza sola. Inoltre entrando la prima di prepotenza dentro i giornali fornisce i mezzi propagandistici ai politici graditi, che ora sono gli industriali a scegliersi; la seconda forza (le banche - dove i padroni spesso sono gli stessi grandi industriali) con i suoi nodi scorsoi sul credito, domina il resto della produzione nella media e piccola impresa, e spesso quest'ultima è asservita, è clientelare, utile solo per allargare il "nuovo regno" di quella grande. Il potere forte fa insomma quello che vuole, quando vuole, con chi vuole, dove vuole. I politici che ora si scelgono d'ora in avanti saranno solo dei soggetti manovrabili. Burattini che a loro volta muoveranno altri fili: con la propaganda ideologica, il patriottismo, la retorica risorgimentale (una parola che useranno socialisti, i fascisti poi anche gli antifascisti) e l'oratoria autoritaria. Droghe utili e necessarie che servono per avere la massa a servizio e ottenerne il consenso. Come e con cosa? Ma con l'informazione, con i giornali degli stessi industriali subito messi a disposizione del regime. ("Vuole un giornale sig. Mussolini?, non si preoccupi, ci pensiamo noi, in 24 ore lei avrà un giornale, la sede, la tipografia, la redazione, i giornalisti e tutto il resto". Questa è la potenza del grande capitale!).

La cartina d'Italia, col "nuovo regno", se la prendiamo e iniziamo a tracciare l'organigramma di questo nuovo potere e ad annotare una ad una le nuove società industriali e finanziarie che orbitano come satelliti attorno a quelle "forti" (queste non arrivano a una decina), la rete che ne viene fuori é tale che vi troviamo imbrigliata nelle maglie tutta l'economia nazionale. Quando se ne occuperà Beneduce, sarà lui a stendere una complicata rete. Una rete che non termina con la fine del fascismo, ma ha una sua continuità per quasi tutta la seconda metà del secolo. Quando una paio di grandi aziende, e un paio di finanziarie riusciranno a condizionarne altre 20.000/30.000.

Con il fascismo assisteremo alla grande concentrazione fra società e banche: "Serve ed é necessario- dicono gli economisti legati al carro dei "Signori del Triangolo" - a trasformare l'apparato produttivo del Paese in un modo razionale, a produttività e competitività molto forte".
E' una logica imprenditoriale ineccepibile, ma ha il rovescio della medaglia: perchè diventa forte anche politicamente. L'avvento del fascismo viene a costoro utile e permette di fare i primi passi. Li autorizza il regime a fare anche le prime "prove d'orchestra" dietro lo quinte. Poi cinicamente sbarazzatosi del teatrante di turno, dal '45 in poi il "grande capitale" sale prepotentemente sul "palco" a dirigere l'orchestra intera e a mettere altri insignificanti attori a recitare; chiamata "razza padrona" oppure "uomini di governo". Poi con un liberismo senza più nessuna etica, si permetteranno arrogantemente di uscire anche allo scoperto e riusciranno anche ad essere l'uno e l'altro. E se qualcuno farà notare che ci sono i conflitti di interessi, si metteranno a ridere, anche perchè sono coscienti di potersi permettere di "comperare" chi ha il coraggio di contestare; impiegano poco tempo e denari per legarlo al proprio carro.

BENEDUCE in questo 1921 è già amministratore delegato dell'INA, poi guiderà la Bastogi, creerà lui e gestirà lui quasi in forma privata il colosso IRI, l'IMI, e mille altre imprese, banche, enti e finanziarie, pubbliche e private (il 25% dell'intera industria italiana, quella che conta e domina l'altro 75%) poi lascerà tutti i segreti degli intrecci (dare e avere oscuri) e tutta l'"autorità occulta" a suo genero ENRICO CUCCIA, che ha sposato IDEA SOCIALISTA (che era il nome della figlia di Beneduce, non confondiamo con le "idee socialiste"! Siamo invece nel grande capitalismo; quello molto "forte")

Per anni nel bene e nel male, Mussolini riempirà molte pagine di storia del nostro secolo. Ci saranno intuizioni politiche da grande statista; diventerà per gli industriali l'uomo qualificato a ristabilire l'ordine; "della provvidenza" per il clero nel dare la soluzione a problemi secolari (il concordato); e varerà ottime istituzioni sociali ed economiche che sono giunte integre fino a noi (che vedremo in questi anni e in altre pagine ). Fu tutto il centro motore del suo movimento, il fascismo, anche se con gli anni sempre più distaccato da un contatto più diretto con i suoi collaboratori; sarà il promotore di un regime totalitario che poggiò per qualche tempo sul consenso di massa, che demagogicamente fu abile a sollecitare attraverso coreografiche manifestazioni, con i mezzi di comunicazione e gli slogan.
Non mancò il prestigio internazionale di un certo periodo del '29 e dintorni. In questi anni, preso dal miraggio di mutare a vantaggio dell'Italia lo statu quo internazionale (che era in crisi- compresi gli Usa) lui Benito Mussolini, allora antitedesco, il 12 gennaio del 1932, faceva pubblicare sul giornale <<Popolo d'Italia>> il seguente articolo, con lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica europea, contro il "pericolo delle conferenze internazionali" : (Losanna ecc.)
"I popoli che si avviano faticosamente e fra inaudite miserie, ad uscire da uno degli inverni più tormentati che la storia ricordi, appena paragonabile all'ultimo inverno di guerra nelle trincee, ora che la data della Conferenza di Losanna è ufficialmente fissata, si domandano: Che cosa accadrà? Avremo una definizione del problema debiti - riparazioni o sarà rinviato ancora una volta?
Noi avremo una soluzione radicale oppure avremo una soluzione di compromesso che dilazionando nel tempo le difficoltà, non farà altro che complicare le cose all'infinito?
I governi d'Europa daranno ancora una volta prova di quella tremenda abulia che sembra paralizzarli tutte le volte che devono affrontare un problema e che li conduce quindi a polverizzare lo stesso durante i lavori delle Commissioni? Queste ed altre domande affollano il nostro spirito.
La conferenza di Losanna deve giungere a quello che ormai si chiama il "colpo di spugna", deve concludersi con la cancellazione del dare e dell'avere nella tragica contabilità della guerra.
Non è affatto esagerato affermare, così ha detto l'on. Alessandro Shaw (deputato del Regno Unito, n.d.r.) che la struttura economica e sociale dell'Europa si avvicina al precipizio; la cruda verità è che se le cose vanno avanti così come stanno andando, la scelta è semplicemente fra il ripudio dei debiti ed il caos. Invece di una libera partecipazione con uomini e mezzi alla causa, gli alleati hanno tracciato la più strana, illogica, antistorica distinzione. Quando un proiettile americano è stato sparato da un artigliere americano ... con un cannone americano, gli Stati Uniti non hanno imposto agli alleati di pagare nè l'uomo, nè il costo del proiettile. Ma quando il proiettile americano è stato sparato da soldati alleati per il medesimo scopo, per la causa comune, nello stesso comune interesse... questo ha creato un debito in oro da pagarsi agli Stati Uniti. Mai prima d'ora nella storia era stato mai stato così ingiustamente applicato. Il giusto messaggio che tutto il mondo aspetta è: << Rimetti i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori".

Mussolini abbandonò le cautele e, con un atteggiamento di grande e palese insofferenza, entrò in urto con le potenze occidentali (veramente poco sensibili ai problemi di alcuni stati europei - e perfino tra di loro) e iniziò a rafforzare legami proprio con una Germania dove c'era un Hitler con gli stessi suoi problemi, figura ancora modesta ma grande suo ammiratore e con ambizioni più grandi delle sue. L'accordo formale che molto tempo dopo seguì (il patto d'acciaio) fu un grave errore di valutazione, che dopo pochi mesi non si poteva più riparare.

L'errore fu ancora più grande quando ebbe la convinzione che Hitler dopo i suoi blitz vittoriosi soprattutto in Francia, conquistasse e mutasse l'intera cartina d'Europa. Nel timore di essere escluso da questa spartizione (e con lui molti italiani) , pur al corrente dello stato di impreparazione militare del proprio paese (è lui stesso a informare Hitler in una famosa lettera del '39; a dirgli che non è pronto) decise, cercò, tentò, s'illuse, si sentì forse obbligato (una parte non indifferente del Paese lo sollecitava) ad intervenire militarmente al suo fianco per potersi ritagliare a guerra finita, i migliori vantaggi possibili per l'Italia.
Ma altro non poteva fare. Aveva le armate tedesche al Brennero e a Tarvisio dopo il disimpegno a est. E se si appoggiava alla Francia e all'Inghilterra, visto poi come si squagliarono i loro eserciti e le loro difese (non capaci neppure di difendersi in casa propria, figuriamoci se accorrevano in Italia!) l'invasione dell'Italia da ovest, dal nord, e da est sarebbe avvenuta in 24 ore. In Alto Adige c'erano già 250.000 tirolesi che l' aspettavano.

(Vi rimandiamo ai vari fatti narrati nei singoli anni di Cronologia a partire dal 1939)

Venne poi l'esito disastroso tedesco in Russia, ma ormai era troppo tardi per tirarsi indietro, contro l'Italia c'erano tutte le potenze (che Mussolini sottovalutava) che avevano deciso di fermare l'egemonia nazista, quando quella fascista era già naufragata molto prima del 25 luglio 1943, cioè quando il Paese si sentì estraneo nella guerra e finalmente capì che Mussolini era un uomo senza piu' consensi, perdente, e soprattutto solo, non essendosi circondato da persone capaci e intelligenti, ma solo di consiglieri che non operavano con realismo nelle situazioni (vedi inizio della guerra contro la Francia, e vedi poi quella in Grecia), che invece stavano maturando ed evolvendosi. Anzi si boicottavano l'un l'altro. Vedi le tre Armi.
Momenti drammatici, dove si rispondeva per coprire questi guasti interni, con solo grandi bluff militari, politici, culturali e di costume, sempre guidati da operatori e propagandisti di bassa levatura. Ma soprattutto c'erano dentro dirigenti e generali, nobili e gerarchi che volevano fare i "Generali". Ma che ritroveremo subito -dopo l'8 settembre- a guidare l'antifascismo per ritornare a fare i dirigenti e i generali.
Questo significa che era solo, ma Mussolini non se ne era reso conto.

Nel discorso del 25 ottobre 1938, analizzando bene le parole di Mussolini, appare già questa solitudine. E' uno statista perdente! La situazione precipitava davanti a una realtà oggettiva del Paese che dimostra subito quanto effimeri, artificiali, e come erano sempre suonati falsi, gli accenti eroici, i toni di sfida di una certa propaganda. Era quello già il discorso della sconfitta, soltanto che lui non se ne era reso ancora conto, anche se lo aveva intuito: gli italiani che "contavano" invece sì; non per nulla questa intuizione la esternò con amarezza proprio in questo discorso: "....quel mezzo milione di vigliacchi borghesi che si annidano nel paese". Infatti, quelli che proprio lui aveva fatto diventare ricchi, gli avevano già voltato le spalle. Un "25 luglio" infatti fu già cospirato il 19 ottobre del 1939 e quasi dagli stessi uomini del successivo '43: Grandi, il Re, il principe Umberto, Balbo. ( VEDI )

Quello che avvenne in seguito fu una tragedia. La sua, e insieme quella di un popolo e di una nazione, dove alcuni vecchi antiquati generali presero i migliori uomini per mandarli allo sbaraglio, in Grecia, in Africa, (e scelleratamente a piedi) in Russia. Inquietanti personaggi che poi caduti nella polvere, e molti nel disonore, caduto lui, Mussolini, gli italiani in armi li abbandonarono, scapparono, aggiungendo tragedia a tragedia (8 settembre '43). Scapparono, ma poi li ritroveremo tutti, ma proprio tutti, dopo pochi giorni dentro i meandri degli stessi Palazzi a guidare il Paese, mentre i più disgraziati, iniziarono a darsi la caccia l'un l'altro.


Interpretazione del Tema di Nascita di Benito Mussolini

CARATTERISTICHE GENERALI 

Avete una personalità decisamente estroversa, amante della compagnia, della vita mondana, dei divertimenti. Sembra quasi che viviate in funzione degli altri.
La vostra vita spirituale è alquanto limitata e poco intensa, e probabilmente avrete delle difficoltà o delle insicurezze nelle azioni. Qualunque attività intraprenderete, avrete sempre il secondo fine di farvi notare. Infatti sapete attirarvi le simpatie altrui, e riuscirete facilmente a raggiungere delle posizioni sociali elevate e influenti, grazie soprattutto a circostanze favorevoli e all'aiuto del prossimo più che per meriti personali.
Questa configurazione planetaria favorisce generalmente attori, cantanti, stilisti, ecc.
Avete una personalità forte e volitiva. Siete animati da un grande spirito di iniziativa, orientati all'autonomia e dotati di attitudini al comando anche se talvolta l'eccessiva fiducia nei vostri mezzi vi porta al dispotismo e al fanatismo. Insofferenza per i legami troppo protratti nel tempo.
 

 CASE 

 Casa I: 
è il settore dove si trova l'Ascendente. Rappresenta la personalità, il comportamento, l'aspetto fisico e l'eredità genetica

CASA I IN SCORPIONE
Il nativo lotta contro il gruppo. Disposizioni attive, energiche, irriducibili. Volontà possente e tirannica, forza spartana. Temperamento bilioso portato alla vendetta.

MAESTRO DI CASA I IN CASA 8
Interessi per la sfera della salute, della morte, di ciò che è nascosto, dei capitali, del denaro. Il nativo può avere doti di persuasore occulto.

MAESTRO DI CASA I IN CASA VII
Forte vocazione al matrimonio. Un ruolo importante può essere svolto anche nelle associazioni.

 Casa 2: 
indica il denaro guadagnato coi propri mezzi, la realizzazione o meno sul piano economico

CASA 2 IN SAGITTARIO
Mancanza di senso critico nell'amministrazione delle proprie economie con tendenza a spendere eccessivamente. C'è troppa fiducia nel prossimo in campo finanziario. I guadagni possono provenire dall'insegnamento o da rapporti con l'estero.

MAESTRO DI CASA 2 IN CASA 9
Denaro guadagnato distante o all'estero o grazie all'esportazione. Insegnamento.

 Casa 3: 
rappresenta il grado di socializzazione, l'ambiente in cui vive il soggetto, fratelli, parenti, cugini. E' anche il settore degli studi, degli scritti e dei mezzi di trasporto

CASA 3 IN CAPRICORNO
Pochi o nessun fratello. Ambiente scolastico duro e pesante. Studi ritardati o interrotti. Lo spirito si fa conservatore e ci possono essere mire politiche.

MAESTRO DI CASA 3 IN CASA VII
Il nativo arricchisce il coniuge con le sue doti intellettuali. Scambi e condivisione di interessi intellettuali col partner. Corrispondenza epistolare che sfocia nel matrimonio. Viaggi con il coniuge per motivi di lavoro.

 Casa IV: 
rappresenta la famiglia d'origine e il rapporto coi genitori. Dà indicazioni anche sulla seconda parte della vita

CASA IV IN ACQUARIO
Famiglia d'origine libertaria. Originalità in famiglia. Ultima parte della vita passata presso amici o in viaggi avventurosi. Possibile instabilità della vita famigliare. La casa è frequentata da molti amici.

MAESTRO DI CASA IV IN CASA X
Genitori che trasmetteranno al nativo la loro situazione sociale.Importante elevazione nella seconda parte dell'esistenza.

MAESTRO DI CASA IV IN CASA VII
Contratti immobiliari. Beni immobili lasciati in eredità al coniuge.

 Casa 5: 
è la casa dell'amore, dei divertimenti e della creatività artistica. Indica come sarà l'atteggiamento verso i figli

CASA 5 IN PESCI
Sacrificio in amore: il nativo potrà trovarsi lontano dal partner o sfuggirlo. Delusioni o sublimazione. Mistero e ignoto in questo campo. Favorisce l'ispirazione poetica e il talento musicale. Figlio geniale, o mistico, o con problemi nevrotici.

MAESTRO DI CASA 5 IN CASA VII
Il nativo sposerà la persona amata: legalizzazione di un legame; matrimonio d'amore, specialmente se il maestro in questione è Venere o il Sole.

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SOMMARIO RIFLESSIONI
   
Questa notte ho fatto un sogno
Il paradosso del nostro tempo
Grazie presidente Bush!
La disobbedienza che cambia il mondo
Shock And Awe: colpisci e terrorizza
Fermiamo il treno !!!
11 settembre: un altro punto di vista
11 settembre - Vittime di serie A e B
11 settembre: un anno dopo
11 settembre: Lettera a Bush
11 settembre dai famigliari delle vittime
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Le esperienze di Nicoletta
Per convincere anche i più scettici
Uno straccio per la pace- Riscontri
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Bush e la sua guerra perduta
Perchè la guerra in Afganistan
Kabul è sulle vie del petrolio
Guerra in Afganistan: che dice la gente?
Informazioni assurde di ceri giornali
Volontariato
La guerra in Afganistan
I maestri della guerra Bob Dylan
Neneismo
Un deserto chiamato pace
Attento alla mia rabbia
Papa Pacelli
Gli eroici pompieri di New York
3 novembre: dall'Afghanistan
A Bruno Vespa - Porta a Porta
Il potere e l'informazione
Droga Lettera al corriere
Afghanistan a perdita d'occhio
L'uccisione di Marco Biagi
                 

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Casa 6: 
indica il rapporto con il quotidiano: il lavoro e i colleghi. E' anche la casa da cui trarre informazioni sulla salute

CASA 6 IN ARIETE
Lavoro che richiede forza, slancio o impulsività. Incidenti dovuti ad imprudenza sul lavoro. Il nativo vuole imporsi nella sua attività. Per la salute attenzione alla febbre.

MAESTRO DI CASA 6 IN CASA 8
Morte per malattia. Lavoro relativo a dei capitali. Emorroidi.

 Casa VII: 
indica il modo come l'Io vive i rapporti con l'altro. Rappresenta anche il coniuge e le società d'affari

CASA VII IN TORO
Matrimonio stabile ed economicamente vantaggioso e forti sentimenti di attaccamento e gelosia nei confronti del partner. Unioni d'affari basate sulla stabilità e sulla concretezza.

MAESTRO DI CASA VII IN CASA 9
Matrimonio all'estero o con straniero(a). Traduzioni, insegnamento, contratti relativi a queste professioni..

 Casa 8: 
è il settore che riguarda la morte, l'occulto, la sessualità e le eredità

CASA 8 IN GEMELLI
Scarso interesse verso il sesso. Spesso frigidità o impotenza. Pericolo di morte nell'infanzia o per congiunti/amici giovani. Pericolo per le vie respiratorie.

MAESTRO DI CASA 8 IN CASA 9
Il nativo troverà fortuna lontano da casa. Morte all'estero.

 Casa 9: 
rappresenta il lontano, sia in senso geografico che in senso spirituale e intellettuale

CASA 9 IN CANCRO
Concezioni feconde. Senso della storia e del passato. Posizione molto buona per gli storici o i ricercatori. Viaggi per mare.

MAESTRO DI CASA 9 IN CASA VII
Contatti con l'estero. Matrimonio con straniero. 

 Casa X: 
è la casa della carriera e dell'ascesa sociale. Indica il successo o meno nelle professioni

CASA X IN LEONE
Carriera portata avanti con autorità in modo sfolgorante. Il nativo è destinato a trovarsi alla ribalta. Si lascia influenzare dagli affetti. Attitudini per l'insegnamento, la politica, le arti, la moda, il teatro. Carriera onorifica.

MAESTRO DI CASA X IN CASA 9
La posizione è legata alla erudizione e a concezioni morali di tipo superiore. Religione, filosofia, scienza. Forte attitudine all'educazione. Onori all'estero.

 Casa 11: 
è la casa che rivela in quale modo l'individuo saprà gestire i rapporti di amicizia e le relazioni. Testimonia anche dei progetti

CASA 11 IN VERGINE
Formalità nelle amicizie. Doti analitiche e comprensione nella vita di relazione. Mancanza di fantasia progettuale.
 

MAESTRO DI CASA 11 IN CASA 9
Amicizie con stranieri o con insegnanti. Ambizioni filosofiche.

 Casa 12: 
è la casa delle prove che la vita riserva o riserverà e che il soggetto dovrà superare perchè il suo Karma sia compiuto

CASA 12 IN BILANCIA
Prove d'amore o problemi con la giustizia. Processi, divorzio.
 

MAESTRO DI CASA 12 IN CASA 9
Esilio e difficoltà durante un viaggio all'estero. Conflitti d'opinione.

MAESTRO DI CASA 12 IN CASA VII
Difficoltà con il coniuge. Un processo può costituire una dura prova.

 PIANETI 

 SOLE: 

SOLE IN LEONE
Maestri nel brillare, questi soggetti amano molto essere al centro della attenzione. Sentendo di essere nati per dominare, se non possono ricevere gli applausi del pubblico si attendono per lo meno di essere acclamati a casa. I regali Leoni occupano raramente posizioni poco importanti. Il Sole naturalmente trova il suo domicilio proprio in questo segno, che, per la sua centralità rappresenta anche il cuore, ovvero l'organo motore del corpo umano.
Analisi medica: Qui il Sole denota vigore fisico, potenza muscolare, resistenza allo stress.
Diarmonico: Rischi per il sistema cardio-circolatorio

SOLE IN CASA 9
E' la posizione di molti ambasciatori, consoli o diplomatici all'estero. La personalità viene attratta da tutto ciò che è distante e difficilmente chi ha questa configurazione vivrà nel posto natio. Da sovente le figure degli insegnanti e nei casi più elevati le grandi personalità religiose.

SOLE IN SESTILE CON LUNA
Questo Aspetto contribuisce alla formazione di un carattere equilibrato, pacifico e stabile, oltre ad aumentarvi le occasioni di realizzazione e di successo nella vita. I vostri rapporti con la casa, la famiglia e l'altro sesso dovrebbero essere buoni. Vivete un armonioso e tranquillo connubio fra realtà e sentimento. Avete relazioni equilibrate con l'altro sesso, con la madre e il padre. Per voi il successo sociale è facilitato. Avete felici rapporti con gli altri ed un'eccezionale forza d'animo. Grande energia vitale, fisica e psichica. Date giudizi equilibrati e spassionati. Il vostro successo professionale si rivolge verso l'amministrazione (commercio, politica), con il raggiungimento del benessere economico.

SOLE IN CONGIUNZIONE CON MERCURIO
I due pianeti non arrivano a una distanza superiore di 30°, per cui l'unico aspetto possibile fra loro è la congiunzione. Distinguiamo una congiunzione stretta, cioè entro i 3-4 gradi è una congiunzione più ampia dai 4° a 10°. Quest'ultima è migliore: dà una intelligenza viva e capace di usare anche il cuore, cioè di partecipare con calore; di mirare a risultati concreti, di cogliere anche l'aspetto vitale e non solo quello intellettuale delle cose. La congiunzione stretta è meno brillante: le forze in causa si accavallano un pò, la lucidità è minore; l'impulsività può servirsi della logica per giustificarsi, l'obbiettività mentale può essere condizionata dal desiderio di brillare.

SOLE IN SESTILE CON SATURNO
Lavorate coscienziosamente, portate sempre a termine i compiti a voi assegnati tenendo conto delle vostre responsabilità, il che, a volte, vi causa qualche inibizione. Il successo è lento ma sicuro. Aspirate alla libertà, opponendovi a qualunque tipo di autorità, compresa quella della famiglia di origine. Evoluzione mentale costruttiva. Le difficoltà dell'esistenza le affrontate con decisione, perseveranza e calma. Nonostante il rischio di malattie fastidiose, è probabile la longevità.

SOLE IN SESTILE CON PLUTONE
Questo Aspetto vi dà energia emotiva e determinazione al carattere. Potete essere ostinati, amanti dei segreti e vi dedicate allo studio dei più profondi e oscuri misteri della vita. Carattere armonioso. Ricca vita interiore. Energia vitale molto equilibrata e potente. Correlazione molto stretta fra personalità cosciente e istintualità. Avete una grande vitalità e forza di resistenza. Sentite la necessità di predominare. Coraggio, attitudine al comando, idee rivoluzionarie. Possibilità di successo grazie alla fiducia nelle vostre forze e al magnetismo personale.

SOLE IN QUADRATO CON ASCENDENTE

SOLE IN QUADRATO CON NODO LUNARE

SOLE IN SESTILE CON CHIRONE

 LUNA: 

LUNA IN GEMELLI
Carattere irrequieto, amore per i viaggi che si traduce in professioni come il giornalismo, rappresentanze, diffusioni, pubblicità. Spirito curioso e indagatore. Nel tema natale maschile può indicare la possibilità di due matrimoni. Attività di contatto col pubblico. Immaginazione brillante.
In afflizione: Indecisione, instabilità, vita familiare movimentata. Le doti mentali vengono sprecate.
Analisi medica: Mette in relazione i cicli biologici (circadiani ,ultradiani) con i liquidi e le parti governate dal segno. Ritmi respiratori, dell'ossigenazione dei tessuti, del ricambio. Tendenza a meteoropatie.
Disarmonica: Malattie dei bronchi e dei polmoni (formazione di catarro) e infiammazioni della trachea. Con lesione di Marte, pericolo di fistola polmonare, tubercolosi.

LUNA IN CASA VII
C'è forte l'aspirazione a cercare nella donna la compagna e la mamma. Aspirazione verso il matrimonio. Ma questo non sempre si rivelerà stabile. Favorisce anche gli incontri sociali e le relazioni di affari, sulla stabilità dei quali si rimanda agli aspetti della Luna. Le azioni del nativo lo possono portare alla popolarità. L'ultima parte della vita è mutevole.
 

LUNA IN SESTILE CON MERCURIO
Le vostre qualità principali sono: una buona memoria, una mente poetica e una buona dose di "buon senso". Sovente vi affermate nel campo del giornalismo e dell'insegnamento. Questo è un Aspetto molto favorevole che rende più armoniosi i rapporti tra i vostri sentimenti, i pensieri e l'azione. Avete un'intelligenza fuori del comune e riuscite ad avere ottime relazioni con gli altri. I vostri successi sono sicuri e durevoli.

LUNA IN CONGIUNZIONE CON MARTE
Siete coraggiosi, emotivi, audaci e amanti dell'avventura. Rischiate sempre sulla vostra pelle. Sapete quello che volete per quello che riguarda la casa e la famiglia e non vi accontentate mai del "secondo posto". Spesso diventate imprenditori, esploratori o grandi viaggiatori.
Le scelte sono per voi favorite da un buon connubio tra dolcezza ed energia vitale. Eventuali Aspetti collaterali armonici possono assecondare le vostre iniziative e le vostre attività.
In casi particolari: possibili incidenti connessi ad aspetti disarmonici del vostro Tema.

LUNA IN CONGIUNZIONE CON SATURNO
Siete fedeli, affidabili e leali, anche nei momenti di una vostra difficoltà. Siete però insicuri dei vostri sentimenti. In certi frangenti tendete ad evitare d'impegnarvi troppo a livello sentimentale, assumendo degli atteggiamenti di freddezza nei confronti dell'altra persona. I vostri rapporti sentimentali importanti possono giungere tardi, ma saranno senz'altro stabili. Siete costanti, con una buona forza nel carattere. Non volete mai strafare, ma usate sempre cautela, accortezza, autocontrollo e buon senso in ciò che fate. L'immaginazione e l'affettività sono contenute. Tendete ad organizzare la vostra vita con molta serietà. Siete generalmente attratti dalle donne più anziane di voi.

LUNA IN QUADRATO CON PARTE DI FORTUNA

LUNA IN CONGIUNZIONE CON CHIRONE

 MERCURIO: 

MERCURIO IN LEONE
Questo soggetto rivela talento per l'organizzazione ma deve prendere in considerazione i sentimenti degli altri, che l'egoismo potrebbe fargli trascurare. Può essere in certi casi vanaglorioso e certo ama raccontare dei propri successi. Molto sicuro delle proprie opinioni, non è facilmente influenzabile ed è dotato dell'energia necessaria a portare a termine i suoi progetti. Il suo modo di fare giovanile gli assicura sempre larga popolarità.
Afflitto: Boriosità, incostanza negli affetti, amore per il gioco. Possibili delusioni coi figli.
Analisi Medica: Mercurio come simbologia della trasmissione nervosa nel segno del cuore e delle vertebre dorsali non pare abbia particolari significati inerenti.
Disarmonico: Piccoli emboli polmonari che possono causare ipertrofia cardiaca. Scompensi del ritmo cardiaco causati da inefficiente trasmissione dell'impulso del miocardio ventricolare.

MERCURIO IN CASA 9
Favorevole agli studi superiori e alle esplorazioni filosofiche. Amore per i viaggi. Rapporti culturali o di affari con persone straniere. Fratelli che vivono lontano. Buona posizione per i traduttori di lingue straniere.
 

MERCURIO IN SESTILE CON SATURNO
Vi trovate a vostro agio nella routine, tendono ad avere opinioni conservatrici, pensate in modo razionale e siete attratti dagli argomenti pratici. La vostra capacità di lavorare alacremente e con costanza aumenta le vostre probabilità di successo in campo accademico. Avete una logica e una razionalità profonde, il pensiero lucido e costruttivo, siete molto laboriosi. Valutate le varie circostanze della vita principalmente con criteri dettati dalla ragione.

MERCURIO IN SESTILE CON PLUTONE
Siete ostinati, percettivi e vi interessate della ricerca che riguarda gli argomenti più profondi e misteriosi, come la psicologia, la magia, la criminologia e la fisica sub atomica. Amate le discussioni e i dibattiti. La vostra mente è lucida, agile, pronta; orientata verso cose, aspetti e situazioni ignote con grande capacità creativa. Avete molta fiducia nelle vostre forze e grande consapevolezza delle vostre azioni, dei propri scopi e pensieri.

MERCURIO IN QUADRATO CON ASCENDENTE

MERCURIO IN QUADRATO CON NODO LUNARE

MERCURIO IN SESTILE CON CHIRONE

 VENERE: 

VENERE IN CANCRO
Armonia fra vita familiare e vita sentimentale. Giove, secondo maestro del segno, garantisce la legalità. Amore per i figli e la famiglia. Gusto per la casa ben arredata. Romantici, e spesso molto sottomessi, questi soggetti sono nati per l'amore e il matrimonio, quando sono innamorati sono gelosi e possessivi e tendono ad assicurarsi le relazioni in maniera tenace. Se contraddetti, si risentono facilmente, lamentandosi di non essere abbastanza amati.
In afflizione: capricciosità, amori instabili.
Analisi medica: Fattore di fertilità, predispone a una prole numerosa. Per una donna: favorevole all'allattamento e poichè Venere simboleggia gli estrogeni: aspetto giovanile sino a tarda età e bellezza mantenuta a lungo. Dona forme rotonde e seno florido.
Disarmonica: Per una donna, crescita incontrollata di tessuto con probabili cisti e tumori benigni dell'endometrio, della mammella, dell'ovaio. Squilibri del tessuto ghiandolare mammario.
Per un uomo: se Venere è molto forte nel tema (estrogeni) e Marte e Plutone sono deboli (androgeni), con l'aumentare degli anni c'è il pericolo di ginecomastia.

VENERE IN CASA 9
L'attrazione emotiva che provate per le culture estere può indurvi a sposarvi e vivere fuori dal vostro paese. Potreste avere i vostri rapporti d'amore con persone straniere, all'estero o durante i grandi viaggi e, questi viaggi saranno piacevoli. Ricercate stimoli affettivi diversi sul piano mentale.
In casi particolari; delusioni d'amore con persone straniere o nel corso di viaggi all'estero.

VENERE IN CONGIUNZIONE CON GIOVE
Siete eccezionalmente generosi e amorevoli, ma richiedete in cambio molto affetto e molti stimoli a livello sociale. Spesso vi aspettate dal partner anche il sostegno materiale. É un ottimo Aspetto per quanto riguarda la vita affettiva e sociale. Vedete l'amore secondo i canoni tradizionali, ed il vostro matrimonio è fortunato, come, del resto, le vostre associazioni. Avete un carattere ottimista, allegro, esuberante ed edonista, molto fiducioso negli altri. Successo in campo economico.

VENERE IN SESTILE CON URANO
Avete un continuo bisogno di cambiamenti e un forte interesse per tutte le amicizie. Mantenete, anche dopo il matrimonio, la vostra indipendenza emotiva e riducendo i vostri legami al minimo indispensabile. A livello sociale, il vostro comportamento, originale e insolito, vi rende simpatici. Vivete i vostri rapporti affettivi con maggiore armonia, anche se permane il vostro desiderio di libertà e di anticonformismo. In campo pratico questa influenza vi dà un'ottima capacità tecnica e manuale e sensibilità artistica.

VENERE IN SESTILE CON NETTUNO
Fantasia, solidarietà e intuizione in tutti i rapporti di coppia. Avete un'immaginazione fervida che vi avvantaggia nelle attività artistiche, oltre al senso dello stile, dell'immagine e della moda. L'affettività e la sensibilità sono legate armonicamente. Nella vostra vita gli affetti diventano molto importanti e li vivete con molta intensità e con capacità di modificazioni positive. I vostri cambiamenti sono fortunati, con un'influenza positiva per la vostra salute.

 MARTE: 

MARTE IN GEMELLI
Intelligenza ed azione si legano. Un'agitata energia nervosa può indurre questi soggetti a disperdere le loro energie in mille rivoli. L'impazienza è per loro un problema: essi sono sempre pronti ad emettere un commento sarcastico o ad entrare in una discussione.
In afflizione: vedere soprattutto le ripercussioni sulla salute
Analisi medica: Questa posizione di Marte in un segno già dinamico è raramente positiva. Meglio quindi che il pianeta abbia pochi aspetti e che non si trovi nella case della salute (prima e sesta).
Disarmonico: Problematiche polmonari di diverso tipo, tutto quanto comparato alla gravità o meno degli aspetti. In ogni caso Marte è il sangue e i Gemelli sono i polmoni: quindi enfisema, polmoniti, tubercolosi.

MARTE IN CASA 8
Disavventure finanziarie in genere dovute al coniuge o a parenti. Liti tra parenti per motivi di eredità. Molta attenzione qui agli incidenti stradali e alle operazioni chirurgiche. Positivo può indicare forte attività sessuale, al negativo addirittura impotenza.

MARTE IN CONGIUNZIONE CON SATURNO
Siete dei lavoratori instancabili ed organizzatori dotati di senso pratico e pieni di risorse nell'affrontare gli ostacoli che, spesso, incontrate sul vostro cammino. Apprezzate la sicurezza, la stabilità e non correte rischi inutili. Il vostro carattere è duro, siete poco elastici mentalmente, molto rigorosi ed implacabili.

MARTE IN QUADRATO CON PARTE DI FORTUNA

 GIOVE: 

GIOVE IN CANCRO
Il pianeta in questa posizione è sempre dignificato. Il periodo più importante per il nativo è la maturità; onori e soddisfazioni finanziarie nella seconda metà della vita. E' indice di fecondità in tutti i campi. Se la Luna è in buon aspetto, onori provenienti dal pubblico. Eredità da parte dei genitori o aiuti finanziari.
Analisi medica: Nel segno in cui è esaltato, Giove esprime il meglio di sè. La sua energia dilatante ed espansiva, applicata agli organi muscolari come l'utero, lo stomaco è garanzia di motilità e buon funzionamento. Giove come energia alimentare (soprattutto zuccheri) simboleggia ottima funzionalità pancreatica, Equilibrato metabolismo. Protezione per il feto.
Disarmonico: Prolassi muscolari (utero), infiltrazioni di grasso nel pancreas. Pericolo di formazioni tumorali se Venere e Sole dominano il tema. Tumori dei tessuti molli. Iperinsulinismo con ipoglicemia, diabete mellito.

GIOVE IN CASA 9
Favorisce la carriera universitaria o diplomatica. Vantaggi e trattative commerciali con l'estero. Progressi anche religiosi. Al negativo perdite finanziarie in affari stipulati all'estero.
 

GIOVE IN SESTILE CON URANO
La vostra personalità è idealistica, riflessiva e indipendente. 
L'ottimismo e la forza di decisione godono di buon equilibrio. Avete ottime capacità organizzative e decisionali. I vostri cambiamenti sono all'insegna della fortuna. Le svolte in campo economico sono sempre molto buone come quelle in campo professionale. Forte desiderio d'indipendenza nel vostro lavoro. Spirito anticonvenzionale.

GIOVE IN SESTILE CON NETTUNO
Questo Aspetto indica solidarietà, ideali di riforma e inclinazioni artistiche. Avete uno spirito errabondo e, a volte, una visione religiosa della vita. Queste tendenze sono comunque tenui e facilmente sopraffatte da tendenze più robuste. Avete un ottimo equilibrio fra l'intuizione e l'ottimismo. Ottime, anche, le vostre capacità creative, come i cambiamenti sono per lo più favorevoli. Buon successo in campo economico e brillanti intuizioni nell'uso del danaro.

GIOVE IN TRIGONO CON ASCENDENTE

GIOVE IN SESTILE CON PARTE DI FORTUNA

 SATURNO: 

SATURNO IN GEMELLI
Carattere studioso e prudente. Spirito scientifico e riflessivo, portato alla matematica e al calcolo.
Raramente deluso e coinvolto, questo soggetto sembra conoscere la verità su tutto e su tutti.
Avverte la necessità di lavorare in un settore che richieda abilità mentale.
Analisi medica: Saturno, dal punto di vista della salute, in questo segno non è mai positivo. Meglio quindi quando non forma aspetti dissonanti.
Disarmonico: Asma, pleuriti, bronchiti e nei casi più gravi enfisema polmonare.

SATURNO IN CASA VII
Ritarda il matrimonio e comunque rende diffidenti nei confronti di tale istituzione e della vita sociale in genere.
Al negativo celibato, separazione, vedovanza. Problemi relativi a vertenze legali.
Coniuge più anziano.
 

SATURNO IN CONGIUNZIONE CON PLUTONE
Avete un profondo desiderio di cambiamento e di evoluzione. Spesso siete molto caparbi e ambiziosi. Tendete all'autocontrollo, la vostra razionalità si aggiunge alle forze istintive. Potreste avere un grande desiderio di imporre la vostra volontà con determinazione e durezza. Questa Congiunzione influisce maggiormente quando si trova vicino ad altri pianeti formando un accumulo oppure vicino all'Ascendente o al Medio Cielo.

SATURNO IN CONGIUNZIONE CON CHIRONE

 URANO: 

URANO IN VERGINE
E' la classica configurazione di chi si occupa di elettronica, di computers o di fibre ottiche. Possono essere dei veri innovatori in materia e certo sono nati per portare nuove conoscenze nei campi dove sono occupati.
Analisi medica: Nella sua valenza globale di elettricità non nuoce un questo segno a meno di afflizioni.
Disarmonico: Rischi di patologie legate a radiazioni. Appendicectomia, ulcera duodenale.

URANO IN CASA X
Se è attaccato al MC ha valore di dominante e si può considerare come fosse all'Ascendente (così come per gli altri pianeti del resto). Rappresenta un bisogno primario di emancipazione, di libertà nei confronti del prossimo. Tendenza al lavoro individuale e non routinico. Bruschi cambiamenti di attività nel corso della vita.

URANO IN TRIGONO CON NETTUNO
Questo Aspetto aumenta la vostra capacità immaginativa e il desiderio di cambiamenti, che trascendono da voi, nell'ambito di una rivoluzione politica o mistica. Solo quelli di voi che sono all'avanguardia rispetto alla vostra generazione manifesterà veramente questo Aspetto. La vostra fantasia, la capacità di evoluzione, sono armoniosamente legate alla forza di decisione. Avete la possibilità di creare in modo originale, le vostre intuizioni geniali. Vi realizzerete in campo intellettuale o politico, ma i pianeti devono essere in forte posizione, meglio se vicino all'ASC o al M.C.

URANO IN CONGIUNZIONE CON PARTE DI FORTUNA

 NETTUNO: 

NETTUNO IN TORO
Natura sensuale e ricca di ispirazione. Grande attrazione per l'arte e la musica.
Analisi medica: Indica situazioni patologicamente rischiose soltanto se si trova in case della salute o se si trova in aspetto col maestro dell'Ascendente.
Disarmonico: Malattie iatrogene o disturbi psicosomatici.

NETTUNO IN CASA VII
Matrimonio romantico o idealizzato. Coniuge nettuniano. Frode, adulterio o fuga del coniuge. Contratti illegali e confusione nelle società con voltafaccia dei soci. Amore per l'umanità in genere.
 

NETTUNO IN QUADRATO CON MEDIO CIELO

NETTUNO IN TRIGONO CON PARTE DI FORTUNA

 PLUTONE: 

PLUTONE IN GEMELLI
Irrequietezza intellettuale con influenza della vita sessuale sulla mentalità. L'attenzione è attratta dal mondo della sessualità.
Amalisi medica: E' probabile perciò che in Gemelli simboleggi la potenza creativa dell'inconscio espressa a livello razionale e psichico. Una potenza certamente impoverita e inaridita, ma manifestata e comunicata attraverso i canali informativi della mente.

PLUTONE IN CASA VII
La capacità di risolvere i propri problemi o di abbattersi dipende dagli altri. Grande passione in una unione, oppure partner "plutonico".
Al negativo, distruzione attraverso il matrimonio, o attraverso una associazione con persone poco raccomandabili, società malavitosa. Partner erotico.

PLUTONE IN QUADRATO CON MEDIO CIELO

PLUTONE IN CONGIUNZIONE CON CHIRONE

 ASCENDENTE: 

ASCENDENTE IN SCORPIONE

ASCENDENTE IN CASA I

ASCENDENTE IN SESTILE CON PARTE DI FORTUNA

ASCENDENTE IN CONGIUNZIONE CON NODO LUNARE

 MEDIO CIELO: 

MEDIO CIELO IN LEONE

MEDIO CIELO IN CASA X

 PARTE DI FORTUNA: 

PARTE DI FORTUNA IN VERGINE
Probabilmente il senso di questa posizione è, per l'individuo, quello di dare una organizzazione efficiente al lavoro e all'ambiente che lo circonda. Tale è la meticolosità e la attività che ,questa persona, vista da fuori ,può sembrare quasi un automa.Tuttavia la sua attenzione al concreto è tanto maggiore, quanto più essa è minacciata dalla Parte Impersonale che si trova al suo opposto nel mistico segno dei Pesci. I Pesci e la Vergine rappresentano energie finalizzate al servizio: i primi verso la carità e la compassione rivolta agli altri mentre la Vergine rappresenta il servizio finalizzato del sè. Come al solito dall'esatta armonia di queste due tendenze viene il grado massimo di realizzazione fortunata per l'individuo con questa collocazione. 

PARTE DI FORTUNA IN CASA X
La Parte di Fortuna in Decima parla soprattutto di realizzazione attraverso i propri sforzi, o attraverso la collaborazione di altri. Qualunque sia l'evenienza, si tratterà sempre di una ascesa favorita dalle capacità e dai meriti personali che spazzano via le illusioni e le emozioni contrastanti, provenienti dalla Parte Impersonale in Quarta Casa: emozioni infantili, atteggiamenti iperreattivi e scarsamente controllabili. Questa posizione, al contrario può portare l'individuo a posizioni di monopolio e anche di notevole elevazione. Molto interessante è notare come questa autorità in fondo provenga ancora dalla Parte Impersonale e dalla sua capacità di "nutrire" e "allevare" gli altri. Questa posizione può indurre l'individuo a ricercare la soluzione di ciò che è giusto e di ciò che è sbagliato. Vi è di solito un forte senso della moralità basato, o su di una disciplina subita in gioventù o su una istruzione religiosa. Ciò tende a ridurre in mdo considerevole la sfera di azione dell'individuo. Tuttavia ci sarà una notevole correttezza di carattere e il rispetto dei diritti delle persone.

 NODO LUNARE: 

NODO LUNARE IN SCORPIONE
Nodo Ascendente in Scorpione - Nodo Discendente in Toro
Qui l'individuo impara ad accettare i cambiamenti drastici che la vita gli propone, sottraendogli quello stato di pacata sicurezza a cui il Nodo Discendente in Toro l'aveva abituato nella precedente vita. Egli si aggrappa tenacemente ai vecchi modelli comportamentali e lavora sodo, spendendo molte energie che, alla lunga possono indebolire le sue energie Spirituali più profonde. Adeguarsi al Karma di questo processo di capovolgimento può essere estremamente doloroso, poichè egli può finire per perdere tutto ciò che gli è vicino e caro, dovendo rinunciare alla fine a molto più di quanto inizialmente non si aspettasse. Questa trasformazione è così radicale che, molti individui che presentano un simile Nodo, finiscono per passare gli ultimi anni della loro vita da soli, finendo per scartare, nell'eliminazione degli eccessi, tutto tranne se stessi. Ma è proprio nella morte simbolica di tutto ciò che egli possiede, che potrà sorgere la sua nuova vita.

NODO LUNARE IN CASA 12

 CHIRONE: 

CHIRONE IN GEMELLI

CHIRONE IN CASA VII

LO SHU di Mussolini
 

 Lo Shu dell'anno di nascita: 
FUOCO 9
Assimilabile al trigramma Li, il Risaltante, il Fulmine, raffigurato da due linee yang che ne racchiudono una yin, allude alla forza flessibile e vitale del fuoco espressa attraverso la fiamma chiara e luminosa.I Fuoco 9 sono caratterizzati da una personalità attiva estremamente mobile, estroversa e carismatica.Amano l'azione, il contatto con gli altri, coi quali tendono a collaborare. Rapidi, comunicativi, lavorano tenacemente e sanno fare moltissime cose in breve tempo; detestano però gli impegni a lungo termine, che vivono come fastidiose costrizioni, come lacci imposti alla loro libertà. Perdonano con facilità, non serbano mai rancore, nonostante le collere violente cui vanno soggetti. Affettuosi e profondamente attaccati al partner e agli amici, anche se di solito i loro rapporti affettivi non durano a lungo, tendono a rifuggire da tutto quanto è oscuro: tradimenti, menzogne, misteri. Il Fuoco 9 intrattiene in genere ottime relazioni quasi con tutti i segni. Forte attrazione nei confronti dell'Acqua 1, con esiti piuttosto burrascosi ma interessanti. Problemi con entrambi i Metalli.
La Salute - Tendenza alle palpitazioni, all'insonnia e ai disturbi della vista.
Gli Affetti - Tendono ad appagare la loro affettività ingorda grazie al potere della seduzione, ma, gelosi e possessivi come sono, non tollerano il minimo sgarro da parte del partner.
La Professione - Rendono meglio nelle professioni libere e indipendenti, senza cartellini da timbrare: avvocato, artista, diplomatico, attore, astrologo.
Il Consiglio - Dovete vincere l'egoismo e la paura della sconfitta. Abituatevi a non contare sugli altri e ad una maggiore aderenza alla realtà.

 Lo Shu del mese di nascita: 
FUOCO 9
Assimilabile al trigramma Li, il Risaltante, il Fulmine, raffigurato da due linee yang che ne racchiudono una yin, allude alla forza flessibile e vitale del fuoco espressa attraverso la fiamma chiara e luminosa.I Fuoco 9 sono caratterizzati da una personalità attiva estremamente mobile, estroversa e carismatica.Amano l'azione, il contatto con gli altri, coi quali tendono a collaborare. Rapidi, comunicativi, lavorano tenacemente e sanno fare moltissime cose in breve tempo; detestano però gli impegni a lungo termine, che vivono come fastidiose costrizioni, come lacci imposti alla loro libertà. Perdonano con facilità, non serbano mai rancore, nonostante le collere violente cui vanno soggetti. Affettuosi e profondamente attaccati al partner e agli amici, anche se di solito i loro rapporti affettivi non durano a lungo, tendono a rifuggire da tutto quanto è oscuro: tradimenti, menzogne, misteri. Il Fuoco 9 intrattiene in genere ottime relazioni quasi con tutti i segni. Forte attrazione nei confronti dell'Acqua 1, con esiti piuttosto burrascosi ma interessanti. Problemi con entrambi i Metalli.
La Salute - Tendenza alle palpitazioni, all'insonnia e ai disturbi della vista.
Gli Affetti - Tendono ad appagare la loro affettività ingorda grazie al potere della seduzione, ma, gelosi e possessivi come sono, non tollerano il minimo sgarro da parte del partner.
La Professione - Rendono meglio nelle professioni libere e indipendenti, senza cartellini da timbrare: avvocato, artista, diplomatico, attore, astrologo.
Il Consiglio - Dovete vincere l'egoismo e la paura della sconfitta. Abituatevi a non contare sugli altri e ad una maggiore aderenza alla realtà.

 Lo Shu dell'anno in corso: 
CASA LEGNO 4
L'energia di questa Casa evoca un gran movimento, ma si tratta di un dinamismo caratterizzato da instabilità. Si profila quindi all'orizzonte un periodo ricco di mutamenti soprattutto per quanto concerne la residenza e il lavoro. Potrete avanzare nella carriera e in società, a patto che sappiate mantenere un atteggiamento rispettoso e giusto nei confronti di amici e colleghi. Il fattore rischio di questo periodo è rappresentato dalla tendenza all'illusione e da una percezione distorta della rrealtà. Meglio quindi fissarsi un obbiettivo concreto e cercare di perseguirlo dando prova di un minimo di credibilità. Buona la comunicazione col prossimo, sostenuta dall'altruismo e dalla disponibilità, che vi porteranno alla ribalta nel ruolo di consigliere e di guida. Ma non lasciate che gli altri approfittino del vostro buon cuore e soprattutto non sopravvalutate le vostre energie, dinamiche ma dispersive. Molteplici saranno le relazioni sociali, gli spostamenti, i divertimenti. Sul piano alimentare non eccedete con l'olio, i fritti, il caffè e le spezie; mangiate in generale un pò meno del solito e riposate di più. Con questo stile di vita riuscirete ad arginare facilmente i disturbi emotivi di questo periodo, la fatica, l'ira e tutte le malattie stagionali. Non affaticate troppo la vista. Prudenza per i Terra 2, 5, 8. Direzione favorevole Sud-Est.

 
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