Questa è la bandiera di Haiti
This is the flag of Haiti.


POPOLAZIONE

Popolazione 6 411 000
Densità 231/kmq
Popolazione urbana 29%
Capitale Port-au-Prince, 797 000
Gruppi etnici negri 95%, mulatti e bianchi 5%
Lingue creolo, francese
Religioni cattolica romana 80%, battista 10%, pentecostale 4%
Speranza di vita 58 anni le donne, 55 gli uomini
Alfabetizzazione 53%

TERRITORIO
Posizione isola caraibica (Hispaniola occidentale)
Superficie 27 750 kmq
Punto più elevato Morne La Selle, 2 674 m
Punto più basso a livello del mare

DATI POLITICI
Governo provvisorio militare
Partiti Cristiano Democratico, Movimento per Insediare la Democrazia, Fronte di Alleanza Nazionale, Cristiano Sociale Diritto di voto universale, dopo i 18 anni
Membro di OAS, ONU
Divisioni amministrative 9 dipartimenti

ECONOMIA
PNL $ 2 200 000 000
Per abitante $ 383
Unità monetaria gourde
Rapporti commerciali esportazioni USA, Italia;
importazioni: USA, Canada, Giappone
Prodotti esportati prodotti finiti, caffè e altri alimentari
Prodotti importati macchinari e manufatti, alimentari, petrolio, prodotti chimici, grassi e oli

Popolazione
Haiti, la più antica repubblica negra del mondo, ha una popolazione composta principalmente da discendenti di schiavi africani. La maggior parte della popolazione è povera e rurale. Sebbene il francese sia la lingua ufficiale, l'haitiano creolo, una combinazione di francese e lingue dell'Africa occidentale, è la lingua più diffusamente parlata. Il cattolicesimo romano è la principale religione. Viene anche praticato il "vuduismo" che unisce le credenze africane alle cristiane.

Economia e Territorio
L'economia di Haiti resta sottosviluppata. La maggior parte della popolazione si affida all'agricoltura di sussistenza. Nelle zone fertili la produttività è limitata dalla densità della popolazione. Il caffè è uno dei principali prodotti commerciali e di esportazione. La recente crescita dell'industria leggera è, in parte, da attribuire alle esenzioni dalle tasse e al basso costo della manodopera. Occupando un terzo della parte occidentale dell'isola Hispaniola, Haiti ha un territorio totalmente montagnoso e un clima tropicale.

Storia e Politica
Cristoforo Colombo raggiunse Hispaniola nel 1492 e gli indigeni Arawak morirono quasi tutti durante il successivo insediamento spagnolo. Nel '600, la maggior parte dei coloni spagnoli andarono a cercare fortuna in altre colonie e l'Hispaniola occidentale cadde sotto il controllo francese nel 1697. L'importazione degli schiavi si incrementò rapidamente e, in meno di 100 anni, i negri africani superarono, per numero, i Francesi. Nella rivoluzione del 1791, guidata da Toussaint L'Ouverture, Jean Jacques Dessalines e Henri Christophe, gli schiavi insorsero contro i Francesi. Con il 1804 il Paese ottenne l'indipendenza dalla Francia e al territorio venne dato il nuovo nome di Haiti. Verso il 1820, gli Haitiani conquistarono la regione orientale dell'isola, ora Repubblica Dominicana, che rimase parte di Haiti fino al 1844. L'instabilità crebbe sotto diverse dittature dal 1843 al 1915 e i marines statunitensi occuparono il Paese dal 1915 al 1934. Dopo un periodo di governo in cui si alternarono al potere militari e civili, fu nominato François Duvalier nel 1957, che si dichiarò presidente a vita nel 1964. Il suo governo fu caratterizzato da repressioni, corruzione e abusi dei diritti umani. Suo figlio, Jean-Claude, gli succedette come presidente a vita nel 1971. La dittatura dei Duvalier finì nel 1986 quando Jean-Claude fuggì dal Paese. Continui tumulti diedero vita a sei diversi governi dal 1987 al 1990. C'era la speranza che le elezioni, controllate internazionalmente, nel 1990, potessero portare pace e democrazia. Ma un colpo di stato nel settembre 1991 costrinse Aristide all'esilio e fece ritornare Haiti sotto il controllo militare e aumentò le sofferenze dei poveri. Un gran numero di profughi è fuggito dal Paese. Attualmente è ritornato al potere il presidente democraticamente eletto Aristide.

Haiti: Terrore e sdegno internazionale

Prospetto

1804. E' ottenuta l'indipendenza dalla Francia.

1957. François Duvalier, "Papa Doc", viene eletto presidente.

1971. Papa Doc muore; Jean-Claude Duvalier, "Baby Doc", gli succede come presidente.

7 febbraio 1986. Il presidente haitiano Jean-Claude Duvalier viene deposto e mandato in esilio; una giunta, guidata dall'ex generale Henry Namphy, assume il potere.

29 novembre 1987. Le elezioni vengono annullate in seguito all'uccisione di 34 elettori.

17 gennaio 1988. Leslie Manigat viene eletto presidente da meno del 10% della popolazione.

20 giugno. Namphy depone Manigat.

18 settembre. Namphy viene deposto in un altro colpo di stato. Il generale Prosper Avril assume il potere.

Marzo 1990. I crescenti tumulti civili portano alle dimissioni di Avril.

16 dicembre. Jean-Bertrand Aristide viene eletto presidente.

30 settembre 1991. Aristide viene deposto da un colpo di stato militare.

Luglio 1993. Viene firmato l'Accordo di Pace dell'Isola del Governatore.

Ottobre. Stragi appoggiate dall'esercito e dalla polizia fanno fallire il progettato ritorno di Aristide.

6 maggio 1994. L'ONU impone un blocco commerciale quasi totale.

15 ottobre 1994. Aristide torna al potere.

Problemi e Avvenimenti

Nonostante i disordini politici, che non accennano a diminuire, la vera lotta per la maggior parte degli Haitiani è quella per la sopravvivenza. Una mancanza di risorse naturali, una agricoltura devastata, una forza-lavoro non istruita, la repressione politica e l'aumento della corruzione alimentano il ciclo della povertà. Solo una piccola parte della popolazione haitiana possiede più della metà della ricchezza nazionale e questa élite, che controlla l'esercito, è determinata a mantenere il controllo politico ed economico.

Da tempo la democrazia non ha sede ad Haiti. Le elezioni del 1987 vennero annullate dopo che dozzine di persone furono uccise e la Nazione fu poi soggetta ad una serie di colpi di stato militari. Le speranze si riaccesero nel dicembre del 1990, quando il prete cattolico Jean-Bertrand Aristide fu eletto nelle corrette e pacifiche elezioni presidenziali.

Il carismatico Aristide fu immensamente popolare tra i poveri perché prometteva di promuovere la giustizia e di ridistribuire le ricchezze di Haiti. La sua fiera oratoria gli alienò le classi ricche haitiane, che lo accusarono di essere un potenziale dittatore, e meno di un anno dopo la sua elezione, Aristide fu deposto da un colpo di stato militare e obbligato a fuggire dal Paese. C'è stato un crescente consenso regionale a che l'ONU guidasse una invasione dell'isola per scacciare il regime di Haiti, ma l'azione delle Nazioni Unite si è limitata ad un embargo economico contro Haiti. Ironicamente, l'embargo ha avuto poco effetto sui ricchi e potenti, ma è stato devastante per i comuni cittadini di Haiti.

Precedenti

Cristoforo Colombo sbarcò su Hispaniola nel 1492. Nel 1697, un terzo dell'isola ad ovest, che doveva diventare in futuro Haiti, venne ceduto alla Francia, mentre i due terzi orientali divennero la Repubblica Dominicana. Dopo una lotta per la libertà da parte degli schiavi, che costituivano il 90% della popolazione, Haiti ottenne l'indipendenza nel 1804. Una élite mulatta governò il Paese durante il secolo successivo. Nel 1957, François Duvalier, "Papa Doc", venne eletto presidente e cambiò la costituzione per prolungare a vita il suo mandato. Il regno di Papa Doc divenne sinonimo di brutalità e tortura; i dissidenti venivano spesso uccisi. Il suo regime durò fino alla sua morte nel 1971, quando suo figlio, il diciannovenne Jean Claude - conosciuto come Baby Doc - divenne presidente a vita.

La forza militare del governo dei Duvalier era stata sufficiente a controllare il popolo haitiano fino al 1986, quando la Chiesa Cattolica guidò le dimostrazioni di migliaia di persone che protestavano contro la crescente corruzione e il governo repressivo.