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Ma chi è
Sarah Palin?
Non
lo sanno benissimo neanche quelli dello staff di John McCain, che l’ha
scelta come suo vice nella corsa alla Casa Bianca prima di controllare
che avesse tutte le credenziali necessarie Adesso i
media americani continuano a scavare nel passato di
Sarah Palin trovando
sempre più conferme al fatto che la governatrice dell'Alaska predica
bene ma razzola male.
E alla fine arrivò una donna a stravolgere tutto. Anzi un barracuda.
L'ingresso di Sarah Palin nella bagarre elettorale americana ha
provocato uno scossone che potrebbe cambiare un risultato apparentemente
segnato. Pochi avrebbero scommesso sull'occhialuta governatrice
dell'Alaska, che invece si è rivelata più combattiva e agguerrita dello
stesso McCain.
Ma chi è Sarah Palin? Una convinta femminista fervente cristiana o una
guerrafondaia senza scrupoli?
Qualunque sia la risposta la contromossa di McCain a Obama si è rivelata
un successo: la presenza della Palin riempie le convention dei
Repubblicani come lo stesso ex-marine non aveva mai fatto fin'ora, e si
è rivelata un ottimo aggregatore di voti, da quello delle donne deluse
per la mancata nomination di Hillary Clinton, al voto dei pro-lifers,
gli anti-abortisti americani.
Comunque sia la scesa in campo dell'euforica governatrice dell'Alaska ha
reso nervoso anche Barack Obama, che la subito apostrofata come un
"maiale con il rossetto", e ha sottolineato la sua scarsa esperienza in
politica (cosa che tra l'altro viene spesso rinfacciata proprio al
senatore dell'Illinois).
Eppure Obama e il suo staff ne avrebbero di punti a cui aggrapparsi per
fare la guerra alla Palin.
Sarah raggruma in sè le peggiori caratteristiche dei Repubblicani: è a
favore delle armi, della pena di morte, della guerra (ha dichiarato
pubblicamente che la guerra in Iraq è stata voluta da Dio), delle
trivellazioni petrolifere in Alaska e contro i matrimoni gay.
E' stata arrestata in stato di ubriachezza, ha compiuto licenziamenti in
scarso odore di legalità, ed è stata addirittura membro di un partito
indipendentista che cercato di ottenere la secessione dell'Alaska.
La vicenda di Bristol Palin, la figlia diciassettenne di Sarah Palin, è
esemplificativa: la scelta politically correct di tenere tenere il
figlio contro l'aborto è combaciata con il matrimonio più combinato
della storia dopo quello di Umberto Agnelli e Antonella Piaggio.
Chi è dunque Sarah Palin? Una donna con tanti lati opinabili e un
passato non proprio chiaro, ma estremamente mediatica, incisiva,
suadente, energica; le donne vedono in lei un leader (soprattutto dopo
l'uscita di scena di Hillary Clinton) e questo può essere superiore al
programma di governo. Leggi i commenti |
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Commenti: 1
Una pericolosa donna d'Alaska
Intellettualmente si può dire
che Sara Palin è soltanto una donnina. Negli USA però questa
donnina possiede tutti i numeri per rappresentare il sogno americano
materialista, individualista e prevaricatore, rischia di divenire
addirittura Vicepresidente degli USA. La Governatrice dell'Alaska,
Sarah Palin, è a mio avviso un surrogato della Pulzella d'Orlèans,
novella Giovanna d'Arco, anche lei sente le voci che la convincono
di essere guidata da Dio, ovviamente da un Dio degli Eserciti, che
deve essere di origini americane (successivamente emigrato in Cielo)
e che intende guidare gli Usa alla vittoria in tutte le sue guerre
sante, alimentate dalle corporation delle armi di cui lei è paladina
... Una megalomane neurodeficitaria e subculturale, fanatica e
veramente pericolosa, con una gigantesca autostima patologica.
Auguro lunga vita al candidato presidente McCain, anche se già
piuttosto anziano, perchè se per disgrazia dovesse morire o rimanere
incapace di governare durante il suo mandato, il fatto che subentri
un essere (femminile solo in apparenza) così pericoloso alla guida
degli USA, dovrebbe inquietare tutti quanti
...
Fonte: Maciknight
Commento: 2
L'opinione di Woody Allen su Sarah Palin
Non crede però
che Sarah Palin sarebbe un personaggio fantastico per un film di Woody
Allen?
Oh, lei è buffa. È già un personaggio nella satira televisiva.
Sceglierla come candidata vice-presidente è stata una scelta buffa, una
scelta sciocca. Una scelta che mostra poco rispetto per gli Stati Uniti.
No, non una scelta saggia. Una scelta che si ritorcerà contro McCain.
Gli ha dato un aiuto, al momento: era un divertente, inatteso scherzetto
elementare, uno scherzo pop-art. Ma la realtà ha già preso il
sopravvento. La gente pensa: «Cavolo, e se McCain vincesse e poi gli
succedesse qualcosa? Sarah Palin diventerebbe presidente degli Usa! Col
dito sull’arsenale nucleare più grande del mondo!». No, non credo che il
popolo americano si sentirebbe a suo agio.
Ci saranno molte prenotazioni di viaggi per lo spazio, se Ms Palin
dovesse entrare alla Casa Bianca.
Non credo accadrà. Perché non credo che McCain diventerà presidente.
Credo che Obama vincerà - finalmente - perché gli americani, per quanto
sciocchi siano e ridicoli siano stati nelle ultime elezioni, hanno
imparato qualcosa. Non hanno lavoro. I loro figli combattono e muoiono
in Medio Oriente. Sono stati privati delle loro case dalle banche. I
loro impieghi sono stati trasferiti all’estero. Gli sono state
raccontate menzogne. Se la passano molto male. Non credo che faranno un
errore in novembre. Credo che faranno la scelta giusta. Potrei
sbagliarmi. Non sono un esperto di queste cose, ma non riesco a credere
che faranno la scelta sbagliata. Di nuovo.
John McCain è anziano, è stato un eroe di guerra. Potrebbe apparire
rassicurante, in questi tempi ansiosi. Obama non è troppo giovane,
brillante e nuovo?
Dovesse accadere, sarebbe una vergogna per gli Stati Uniti. Un errore
terribile. Ma non credo che gli americani lo faranno. Credo abbiano
ormai capito di cosa sono capaci i repubblicani.
Questi ultimi giorni di campagna elettorale saranno dedicati a
screditare l’avversario?
Credo sia impossibile fare altrimenti. Innanzitutto perché in questi
anni i repubblicani hanno fatto progressi in materia, e hanno spinto i
democratici a comportarsi nello stesso modo. Non sto dicendo che i
democratici siano angeli. Non lo sono. Sono un gruppo sgradevole e
tremendo. Ma i repubblicani sono peggio. Hanno portato la politica a un
livello infimo. La campagna McCain-Palin ha preoccupazioni idiote: evita
i problemi, si concentra su cose stupide. Obama sta provando a
discutere, ma gli risulta difficile perché i suoi avversari non
accettano la sfida. Deve sempre rispondere a stupidi non-problemi. È una
cosa molto, molto difficile. Ma sento che la gente voterà con saggezza
questa volta, dopo le mazzate che ha preso negli ultimi otto anni.
Nel 2002 ho intervistato Bruce Springsteen, notoriamente democratico.
Però ha detto: mai permesso a un politico di utilizzare una mia canzone.
Se Obama le chiedesse: «Senti, Woody, ho bisogno di un’idea...»?
Ne sarei lieto. Qualsiasi cosa pur di vedere i democratici vincere in
novembre.
Le piace la politica? Prima parlavamo di cinema e sembrava stanco.
Ora appare più... ...più animato?
Be’, sì. Più animato, più interessato.
Sì, mi piace la politica. Mi interessa. Non mi interessa come artista,
ma come cittadino. Vado a votare, contribuisco finanziariamente, sono
felice di partecipare alle campagne elettorali, ma non sono interessato
all’arte della politica in sé.
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