La creatina
Un integratore che fa discutere
di Enrico Arcelli
Riassunto degli studi più
importanti relativi alla creatina
(contenuti in SportActiVital®)
A
causa del significato fisiologico della creatina appare sorprendente che tale
sostanza sia stata "scoperta" così tardivamente nella medicina dello sport. La
fosfocreatina rappresenta il più importante trasportatore di energia per
la produzione energetica anaerobica. Un muscolo sotto sforzo ha utilizzato
teoricamente le sue riserve di ATP già dopo 1-2 secondi. Di seguito il muscolo
"vive" per circa 30-45 sec. grazie alle sue riserve di fosfocreatina, le
quali permettono un’immediata nuova sintesi di ATP. Successivamente l’organismo
deve ottenere energia per via anaerobica mediante il catabolismo del glicogeno.
Soltanto dopo 20-30 min. si ricorre alla fonte energetica fornita dai lipidi.
Nell’uomo il pool di creatina di circa 120 gr è immagazzinato fino al 95% nella
muscolatura scheletrica. L’organismo perde giornalmente circa 2 gr di creatina a
seguito dell’escrezione urinaria dei suoi cataboliti. Questa quantità
viene sostituita giornalmente grazie all’alimentazione (circa 1 gr) ed alla
sintesi organica (circa 1 gr). Come la L-carnitina anche la creatina è presente
soprattutto nella carne rossa. La creatina introdotta per via alimentare viene
rapidamente trasportata nel sistema muscoloscheletrico attraverso il fegato; i
2/3 di questa vengono fosforilati a fosfocreatina.
La creatina è divenuta in breve tempo uno dei più importanti elementi
integrativi della nutrizione ed attualmente non può essere ignorata da parte dei
migliori sportivi. Il pool organico della creatina può essere aumentato più del
20% grazie ad un "boostering" (rispettivamente 20 gr per 5 giorni) [21, 22].
Altri studi [23] hanno rilevato addirittura un aumento fino al 50%. Al termine
di una tale terapia di 5 giorni è sufficiente una dose di mantenimento di 2 gr/die
per conservare la riserva di creatina muscolare [21].
Balsom ed all. [24] in uno studio effettuato nel 1993 su 16 uomini raggiunsero i
seguenti risultati: il gruppo trattato con creatina poté mantenere più a lungo
le proprie capacità al termine di uno sforzo intenso di tipo cicloergometrico,
presentando quindi una migliore performance nello "sprint finale". Ridotti
valori ematici di lattato e di ipoxantina indicarono un’aumentata percentuale di
risintesi di ATP che aveva come conseguenza una maggiore "potenziale capacità
anaerobica". Birch [25] giunse allo stesso risultato dopo il rilievo di ridotti
valori serici di ammoniaca.
Dopo aver potuto confermare in diversi studi un migliorato rendimento
fisiologico nei soggetti sani, Gordon ed all. [28] verificarono l’effetto della
creatina somministrata ad alte dosi (20 gr per 10 giorni) su pazienti
cardiopatici cronici. Essi verificarono che sia il volume cardiaco/minuto a
riposo che sotto sforzo non poteva essere aumentato. Peraltro vennero rilevati
valori muscolari di creatina aumentati(+ 17%) ed un rendimento migliorato del
10% (cicloergometria) e del 21% (attrezzo per sviluppare la forza, ad una
gamba).
La creatina rivoluziona quindi il mondo della nutrizione nello sport. Alcuni
esperti ritengono che la creatina sia la più grande scoperta nello sport dal
rilievo, effettuato negli anni 60, dell’immagazzinamento di riserve di glicogeno
LA CREATINA:
aumenta la resistenza alla fatica e rende disponibili maggiori quantità di ATP
L'energia per la contrazione del muscolo è data dalla ATP (
ADENOSINTRIFOSFATO) che dividendosi in ADP+P libera energia chimica.
Normalmente le scorte di ATP presenti nel muscolo sono sufficienti nello scatto
veloce solo per circa 2 secondi.
Per ripristinare l'ATP entrano in gioco :
il sistema creatina - creatina fosfato
i processi del metabolismo degli zuccheri e dei grassi ( GLICOLISI AEROBICA ,
ANAEROBICA , LIPOLISI)
Prima che i processi metabolici di GLICOLISI e di LIPOLISI siano in grado di
fornire livelli di ATP adeguati alle esigenze muscolari trascorre un certo
periodo di tempo ed è in questo intervallo che la CREATINA-FOSFATO provvede alle
risintesi di ATP ed al trasporto della energia dai mitocondri dove avviene il
metabolismo degli zuccheri e dei lipidi alle fibrille muscolari.
La CREATINA è un oligopeptide ( piccola proteina) presente nel corpo umano quasi
esclusivamente a livello del tessuto muscolare,(95%) al 70 % come creatina -
fosfato. Il contenuto nel muscolo fresco e' di 3- 4,5 gr. x kg. I livelli di
creatina sono garantiti da sintesi endogene e da apporto dietetico.
Introdotta con la dieta , la creatina viene stoccata nel muscolo ,
principalmente nelle fibre rapide bianche , e in misura leggermente ridotta
nelle fibre muscolari lente rosse. Il fabbisogno giornaliero per compensare la
perdita sotto forma di creatina è di 2 gr. di cui 1 gr. è sintetizzato dal
fegato . Si può quindi affermare che l'apporto esterno sia di circa 1 grammo.
Nello sportivo l'adeguato apporto di CREATINA consente:
- rapida ed elevata disponibilità energetica.
- aumentata resistenza alla fatica e riduzione dei tempi di recupero tra un
allenamento e l'altro.
- mantenimento dei fosfati ad alta energia.
Aumento della
massa muscolare.
Dal momento che (come risulta da alcuni lavori scientifici) dosi assunte di
creatina di 20 grammi per una settimana , e di mantenimento di circa 2-4 grammi
hanno migliorato prestazioni su ripetute di massima intensità per breve durata ,
ma si è avuto anche un miglioramento della resistenza nell'esercizio
intermittente ad intensità elevata di durata piuttosto prolungata 20-25' e'
opportuno distinguere l'utilità di assunzione di creatina tra due gruppi:
Gli atleti agonisti che potranno trarre beneficio dall'assunzione di tale
integratore essenzialmente nei periodi di allenamento, non utilizzando diete
eccessivamente proteiche per un minor impegno epatico.
Gli amatori con qualche velleità di competizione che spesso non seguono una
dieta ben bilanciata hanno i muscoli non perfettamente allenati ai quali un
apporto esogeno di creatina può risultare utile.
NOTA BENE: L'assunzione di creatina comporta quasi sempre un aumento ponderale
variabile tra i 500 gr. e il chilo e ottocento gr. a seconda della altezza,
senza comunque alterare il rapporto grassi peso corporeo, questo è da tener
presente per chi pratica sport di resistenza. |
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