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Le Poste Italiane Sbagliare è umano. Le poste di tutto il mondo sbagliano. Le US Mail una volta hanno fatto girare mezza America ad una lettera indirizzata al sottoscritto. La lettera riportava uno "ZIP error" (lo ZIP è americano), mentre CAP era corretto (6963 Pregassona, CH). Ma con questa le Poste Italiane si piazzano al primo posto. "All'inizio del Novembre 1996 spedisco un libro come stampe ad una mia amica di Vercelli. Compro sia la busta imbottita sia un'etichetta per l'indirizzo, di quelle commerciali con un bel campo grande per il logo del mittente. Compilo tutto, spedisco dall'Ufficio Centrale di Padova". "Dopo qualche giorno ricevo un avviso che ci sono delle stampe per me. Nel fine settimana mia madre, libera da impegni, va a ritirare il plico e lo riporta a casa. É il libro che ho spedito. Guardo bene, manca ogni indicazione che si tratti di un reso. Anzi non ci sono nemmeno timbri di Vercelli. Il pacco non ha mai lasciato Padova. Qualcuno, probabilmente all'Ufficio Pacchi, ha letto male l'etichetta e lo ha spedito a me". "Mi precipito all'Ufficio Centrale. Faccio notare che il pacco è stato recapitato al mittente. L'impiegato (gentilissimo) ci rimane veramente di sasso. Promette di impegnarsi al massimo affinché il libro (che serve per un esame universitario) arrivi a destinazione quanto prima". "Arriva la settimana prima di Natale ..." "Ricevo una telefonata dalla mia amica. Il libro NON è ancora arrivato". "Il pacco non è rintracciabile, è da considerare perso". È il secondo sbaglio di fila sullo stesso pacco. E il libro? Non
ne so nulla. Ho comprato una seconda copia (è un libro importato dagli USA e non
pare di facile reperibilità in altre città) e l'ho spedita tramite Postacelere
il 21 Dicembre. Questa volta, bisogna riconoscerlo, è stata recapitata il 23
Dicembre, in tempi anche più brevi di quanto atteso, per rimediare agli svarioni
precedenti".
Gian Uberto
Lauri,
Ed ecco invece ciò che é successo a me e che si ripete ormai per la terza volta in tre anni: vi racconto solo l'ultima poiché penso che basti per meritare gli onori di questa pagina WWW e per far capire quali vertici di inefficienza sanno raggiungere le Poste Italiane. È un'isola bellissima la Sardegna, spiagge e luoghi da sogno. Non si può visitare la nostra Sardegna e non mandare alcune splendide cartoline agli amici e parenti. Io e la mia famiglia, (siamo in quattro), quest'anno abbiamo speso oltre 100.000 lire tra cartoline e francobolli. Abbiamo spedito il tutto il 24.07.98. Ebbene, oggi é il 18.08.98 e nessuna delle cartoline da noi spedite (con regolare indirizzo e affrancatura), é arrivata a destinazione; e viste le due volte precedenti non credo che arriveranno mai. A titolo di cronaca questa volta le cartoline sono state imbucate in località "La Caletta di Siniscola", provincia di Nuoro e se ne sono perse le tracce. Le due volte precedenti: nel luglio dell'96 da Rimini e lo scorso anno da Lignano Sabbiedoro. Il prossimo anno se andremo ancora in vacanza in Italia, compreremo si le cartoline, ma aspetteremo a spedirle dalla Svizzera. Che altro si può fare in questi casi? Sembra incredibile ma non si può fare proprio niente! Solo denunciare pubblicamente questo ennesimo mal servizio italiano nella speranza che qualcuno preposto al buon funzionamento di questo ente legga questa pagina e faccia qualcosa per migliorare. Un altra bella
notizia concernente le nostre poste: ROMA. "In Francia le Poste si sono viste infliggere una pesante condanna per l'emissione non autorizzata di un francobollo riproducente un'opera di Matisse; in Italia da un anno le Poste fanno circolare un francobollo che è una pesante contraffazione di un dipinto di Massimo Campigli". A denunciare il fatto è Nicola Campigli, erede del pittore, che già un anno fa aveva chiesto il sequestro di un francobollo emesso in tre milioni di copie in occasione del centenario della nascita di Massimo Campigli (cfr. Il Giornale dell'Arte n, 142, mar. '96, p. 2). La riproduzione incriminata si riferisce all'opera "Le spose dei marinai": "Oltre a contravvenire alle leggi che tutelano il copyright, quel francobollo, stampato dal Poligrafico e dalla Zecca di Stato per conto del l'Ente Poste italiane, modifica i colori dell'opera per far meglio risaltare la scritta "Italia L.750", sostiene Campigli. Il francobollo, tra l'altro, era apparso su una pagina di Internet, che soltanto dopo l'intervento dei legali di Campigli e della SIAE veniva rimossa. Ma la vicenda riservava ancora una spiacevole coda: "Con mia grande sorpresa", dichiara Campigli "ritrovato lo stesso francobollo pubblicato nel "Bollettino illustrativo" dell'Ente Poste, affiancato dalla riproduzione di un timbro di annullo che contiene il "falso" dipinto, e un commento a firma F. Ludovisi che è un susseguirsi di inesattezze". La battaglia
legale è ripartita con una denuncia al Centro Repressioni Frodi della Guardia di
Finanza: l'erede di Campigli chiede il sequestro cautelativo di bollettino e
catalogo. |
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