| Victor Hugo.
Scrittore francese (1802-1885). Repubblicano, fu esule da Parigi per diciannove
anni. Hugo nelle Odi aveva già formulato la sua idea sull'alta funzione
del poeta, profeta e mago, e mostrava di avere ormai assunto le maniere
e i temi del Romanticismo. Nel 1827 fece un'aperta dichiarazione di fede
romantica, nella prefazione al dramma Cromwell, e nelle liriche delle Orientali
(1829) abbandonò i temi fornitigli dal cristianesimo per passare,
seguendo la moda del momento, alla Grecia e all'Oriente.
Risalgono al periodo che va dal 1830 al 1843 numerose
opere liriche, drammatiche, narrative: Le foglie d'autunno (1831), I canti
del crepuscolo (1835), I raggi e le ombre (1840), che appartengono ora
al genere intimo, ora a quello satirico. Col dramma Ernani (1830) e la
famosa «battaglia» che si scatenò in teatro alla sua
rappresentazione ebbe inizio l'era del teatro romantico, chiusasi con la
caduta dei Burgravi (1843). Il successo dei romanzi fu invece senza riserve:
Notre-Dame di Parigi (1831) e Claude Gueux (1834).
Il 7 gennaio 1841 venne eletto accademico di Francia.
Proscritto il 9 gennaio 1852, H. si rifugiò prima in Belgio, poi
nelle isole anglo-normanne. Tornò al romanzo, e in questo periodo
pubblicò il suo capolavoro, la grande epopea dei Miserabili (1862),
opera possente e quasi titanica nonostante i non pochi squilibri; poco
dopo uscirono altri due importanti romanzi: I lavoratori del mare (1866),
L'uomo che ride (1869). In quegli anni il Romanticismo era stato ormai
superato, ma H., il più illustre e l'ultimo rimasto dei grandi romantici,
fu ammirato e quasi deificato come un genio indiscusso, un vate ufficiale. |
"...inferno
cristiano: fuoco. Inferno pagano: fuoco. Inferno maomettano: fuoco. Inferno
indù: fiamme. A credere alle religioni, Dio è un rosticciere."
- Victor Hugo
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