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| Parigi,
(francese Paris), capitale della Francia. Abitanti: 2.152.423 (1990); agglomerato
urbano 9.318.821. Intorno al III secolo a.C. la tribù celtica dei
parisii fortificò l'Ile-de-la-Cité, che i primi conquistatori
romani, qui giunti nel 52 a.C., chiamarono Lutetia. Di antica data è
l'evangelizzazione della città, se già nel III secolo, Parigi
aveva un suo vescovo (san Dionigi). La nuova religione si radicò
a fondo nella popolazione, la quale, sotto la guida di santa Genoveffa,
patrona di Parigi, si difese strenuamente dagli unni, nel 451 d.C.
L'invasione della Gallia da parte di tribù germaniche pose fine all'egemonia romana e nel 508 la città accolse come sovrano il re franco Clodoveo. Perso momentaneamente il rango di capitale, Parigi tornò a essere il cuore del regno con la dinastia capetingia, i cui re ricostruirono la città, dotandola di importanti monumenti: la cattedrale di Notre-Dame (1163), la Sainte Chapelle (1248) e un palazzo reale (1301). Nel 1190 Filippo II Augusto fece erigere una cinta muraria intorno alla riva destra e nel 1210 un bastione che circondava la riva sinistra. Una più articolata cerchia murata venne approntata da Carlo V attorno al 1370, nell'ambito delle vicende della guerra dei Cent'anni. Le nuove mura estendevano il perimetro della città in direzione ovest, oltre il Louvre - sede del castello reale -, e difendevano il lato orientale con una fortezza nota con il nome di Bastiglia. Nel XVI secolo Francesco I ricostruì il Louvre e avviò i lavori per il nuovo Hôtel de Ville. Le lotte religiose fra i cattolici romani e i protestanti calvinisti (vedi Ugonotti) misero fine al periodo di rinascimento urbano da lui inaugurato. Migliaia di ugonotti furono massacrati a Parigi, roccaforte cattolica, nel corso della notte di San Bartolomeo (1572). La pace fu restaurata solo nel 1594, con l'ingresso in Parigi del nuovo re borbone Enrico IV. La nuova dinastia impose a Parigi un governo assolutista e un conseguente stile architettonico, che trovò le prime applicazioni nella Place des Vosges, nel Pont Neuf e nel Palais du Luxembourg. Abbellimento urbano (costruzione degli Hôtel des Invalides e della Salpêtrière) e creazione di infrastrutture (introduzione dell'illuminazione notturna e modernizzazione della rete idrica) caratterizzarono il regno di Luigi XIV.
Veduta panoramica di Parigi (Vista dalla torre Eiffel) |
Altri
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| Lo scoppio
della Rivoluzione francese aprì un periodo di grande instabilità
politica, durante la quale Parigi non ebbe modo di abbellirsi ulteriormente,
fatta eccezione per la pur fondamentale parentesi napoleonica, ma vide
accrescere la centralità del proprio ruolo nelle vicende europee.
Il Secondo Impero portò la tanto attesa pacificazione e così,
a partire dal 1852, Napoleone III poté affidare al barone Georges
Haussmann l'opera di trasformazione urbanistica della città. La
capitale fu quindi teatro della grande esperienza storica della Comune
di Parigi, della repressione che ne seguì e del rapido suo oblio.
Tra fine Ottocento e primi del Novecento Parigi fu il centro culturale
più attivo d'Europa, patria d'elezione dei maggiori artisti, mentre
l'architettura positivista lasciava progressivamente spazio alla Art Nouveau
(Gare de Lyon, ponte Alexandre III e stazioni sotterranee della metropolitana),
lo stile caratteristico di quel periodo passato alla storia come Belle
Epoque. Nel periodo tra le due guerre Parigi fu coinvolta dalla crisi dell'intero
continente, mantenendo però una forte attrattiva su artisti e letterati
di tutto il mondo. Isola di libertà nell'Europa delle dittature,
la città negli anni Trenta fu asilo per rifugiati politici di ogni
tendenza, dagli antifascisti italiani ai monarchici russi. Ben più
massiccia e dirompente è l'immigrazione che ha caratterizzato gli
ultimi decenni della storia parigina, con un afflusso di stranieri extraeuropei,
perlopiù provenienti dalle ex colonie dell'Africa e dell'Asia, che
ha sconvolto il panorama antropico di molti quartieri.
Capoluogo della regione dell'Ile-de-France; sorge sulle rive della Senna, a circa 370 km dal porto di Le Havre, suo sbocco marittimo sulla Manica e sull'oceano Atlantico. L'area metropolitana di Parigi, con circa 20 milioni di abitanti, costituisce quasi il 20% della popolazione dell'intero paese, sottolineando anche in chiave demografica ciò che emerge in ogni settore della vita francese e nella storia della nazione: l'assoluta preponderanza della capitale rispetto agli altri centri urbani e alla provincia. Un'industria fiorente (settori automobilistico - Peugeot e Renault -, chimico, elettrico e agroalimentare) convive con un settore terziario di grande vitalità, con settori quali l'editoria o la cinematografia all'avanguardia a livello europeo. Porto fluviale di primaria importanza grazie alla navigabilità della Senna, Parigi è anche un cruciale nodo ferroviario, aereo e stradale. La Senna, attraversata
da innumerevoli e suggestivi ponti, accoglie due isole: l'Ile-de-la-Cité,
nucleo originario della città, e la piccola Ile-Saint-Louis. Grazie
all'orografia pianeggiante (il punto più elevato della città
è la collina di Montmartre, che raggiunge i 129 m di altezza), Parigi
ha potuto espandersi nel corso dei secoli in modo omogeneo, assumendo una
forma circolare, assecondata da successive bastionature, in luogo delle
quali oggi si stendono larghi viali, detti boulevards. Città di
fondazione romana, Parigi, capitale e simbolo da sempre dei grandi regni
che si sono succeduti sul suolo di Francia, conserva nobilissime tracce
di tutte le tappe fondamentali del percorso artistico del continente. Suggestioni
di un passato antico e recente si intrecciano, caratterizzando la vastissima
area del centro storico.
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